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Controlli del Viminale sulle riaperture e Meloni sbraita: "Pensino ai clandestini"

La capa di Fratelli d'Italia attacca la ministra Lamorgese che vuole evitare abusi e assembramenti che fano crescere i contagi

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

globalist Modifica articolo

20 Aprile 2021 - 16.52


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Ogni momento è buono per rivendicare la sua politica fatta di urla e attacchi.

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La capa di Fratelli d’Italia, continua a sbraitare e cavalcare la protesta contro qualsiasi tipo di misura presa dal governo.

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Questa volta Giorgia Meloni se la prende con il Viminale, dopo che la Ministra degli Interni Lamorgese ha chiesto di intensificare i controlli dopo le parziali riaperture concesse dal governo.

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Controlli che sono tra l’altro quanto di più giusto, poiché oltre al caso della Sardegna, si sono ripetute ovunque feste clandestine, party, e locali che hanno lavorato pur non rispettando le regole.

Per lei invece bisogna riaprire tutto e se la prende con il suo nemico di sempre: i clandestini.
“Non bastava la presa in giro delle finte riaperture, adesso il ministro Lamorgese vuole pure intimorire gli imprenditori già stremati dalle insensate misure restrittive decise dal governo. Quando inizierà ad utilizzare la stessa intransigenza nel difendere i nostri confini dall’immigrazione clandestina?”.

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No al coprifuoco – Poi conclude criticando anche la misura del coprifuoco: “La proposta di spostare il coprifuoco dalle 22 alle 23 è un misero contentino. Bisogna togliere immediatamente questa liberticida e inutile misura e consentire alle attività tutte di riprendere a lavorare”.

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