Scotto: "Sui vaccini Salvini sembra Totò che voleva vendere la Fontana di Trevi"

Il coordinatore di Articolo 1: "Un segretario di partito non può diventare un procacciatore di vaccini, è uno sgarbo istituzionale"

Arturo Scotto

Arturo Scotto

globalist 4 marzo 2021
Il coordinatore di Articolo Uno Arturo Scotto, su Facebook ha scritto: "A me Salvini embra Totò che cerca di vendere la fontana di Trevi. E spero sia soltanto questo. La sortita sull'acquisizione di Sputnik d'intesa con una delegazione del Governo di San Marino - che resta uno stato autonomo - mi sembra non soltanto uno sgarbo istituzionale, ma un'invasione in un campo che non è suo. Un segretario di partito non può diventare un procacciatore di vaccini".
"E non può nemmeno trattare la vicenda delicatissima dell'affidabilità delle terapie, al netto dei pareri dell'Ema e delle istituzioni deputate. L'Ema non è una sezione della Lega. Il fattore tempo è importante, siamo tutti esausti dopo un anno di pandemia, ma il principio di precauzione e la credibilità dei dati scientifici lo sono ancora di più. Sulla salute non ci possono essere improvvisazioni".
"Se chi ha il dovere di controllare e verificare un farmaco è prudente, tendo a fidarmi. Quando dirà che Sputnik è affidabile, avanti come con gli altri vaccini. Non si può a nessuno la scelta su una materia così delicata e complessa. La campagna elettorale sui vaccini non si può fare. Qualcuno dovrebbe comunicarglielo per le vie brevi. Perché una democrazia non può reggersi a lungo sul silenzio".