Salvini cerca di abbassare i toni (qualcuno lo avrà ripreso?): "Non invidio Speranza dopo un anno così"
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Salvini cerca di abbassare i toni (qualcuno lo avrà ripreso?): "Non invidio Speranza dopo un anno così"

Il leader della Lega: "Occorre in un certo momento deporre l'ascia da guerra e collaborare tutti insieme"

Salvini e Speranza
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16 Febbraio 2021 - 11.36


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Matteo Salvini ha passato diversi mesi a far piovere critiche su ogni decisione del governo, da qualche giorno sembra invece che sia diventato più ragionevole, cercando un dialogo con tutte le forze politiche.

Naturalmente, resta da vedere se questo atteggiamento proseguirà nel tempo.

“Speranza ha vissuto un anno sotto pressione, non lo invidio, cercheremo di sostenerlo. Ma non è possibile che ci siano medici che dicono una cosa e altri che dicono l’opposto”, ha dichiarato il leader della Lega, aggiungendo come “il Cts è da rimpolpare, rinforzare con energie nuove e idee nuove. Conosco tanti primari che il Covid non lo commentano in Tv ma lo combattono da una corsia di ospedale”. 

“C’è un momento”, spiega Salvini, “in cui bisogna deporre l’ascia di guerra dei partiti, lavorare insieme e parlare di salute e occupazione. Andiamo oltre alle etichette, altrimenti non avrei mai votato Draghi il banchiere”.

Poi, sulla caratterizzazione delle forze politiche aggiunge: “Mica è un insulto europeista, sovranista, fascista.. sono categorie superate. Se riusciamo a portare un po’ più di Italia in Europa a me le etichette non interessano”.

L’ex ministro dell’Interno si è soffermato in questioni più specifiche: “Bisogna parlare del tema delle riaperture: se uno può andare a pranzo in maniera sicura, perché  non può andarci anche a cena? Ma non commento. Posso commentare la voglia di riaprire di migliaia e migliaia di gestori di bar, ristoranti, palestre, teatri, cinema, impianti sportivi, scuole di danza”.

Sui tecnici scelti da Draghi, il leader leghista ammette come “molti non li conosco. Vorrei incontrare e conoscere Giovannini. E’ vitale sbloccare i cantieri fermi”.

Di una cosa, però, è certo: “Questo era il modello Conte-Casalino dell’annuncio della domenica sera che entra in vigore il lunedì mattina. Ho modo di pensare che con Draghi, non appena sarà in carica, cambieranno alcune situazioni, a partire dal livello di tempistica. La scelta la devi comunicare per tempo, va bene la salute, ma dalla sera alla mattina…La comunicazione giorno e notte di virologi, consulenti, scienziati che dicono uno e l’opposto dell’altro dovrà cambiare profondamente”.

Sui vaccini “deve correre e invece si sta camminando. Non capisco se l’errore è a Bruxelles o a Roma. Ho sentito Zaia che sta provvedendo di suo, altrimenti non ne usciamo. Dovrebbe garantire Arcuri, ma se garantisce i vaccini come le scuole e l’Ilva, aiutarlo è un dovere. Cambiarlo? Draghi saprà fare le sue scelte, io mi sto occupando di lavoro. Uno che prepara il bando per i capannoni per i vaccini mentre mancano i vaccini è come uno che fa la casa e parte dal caminetto, qualcosa non gira”, continua. 

In molti hanno guardato con interesse al cambio di Salvini anche su un tema storico della Lega, come l’immigrazione: “Se è un governo europeista comportiamoci come altri Paesi europei e controlliamo chi entra e chi esce”, spiega. 

Salvini ha poi confermato come attualmente sia in dialogo aperto con tutti (“Sto incontrando e sentendo al telefono i responsabili di tutti i partiti, da Forza Italia a Renzi”). Proprio ieri, infatti, c’è stato l’incontro con il segretario dem, Nicola Zingaretti, durante il quale “abbiamo parlato di lavoro, ci sono 140 crisi aziendali e sono ferme da mesi, il 31 marzo c’è lo sblocco dei licenziamenti: o si interviene per tempo o sarà il caos”. 

 

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