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Bertinotti: "Perché da uomo di sinistra sono contrario al governo Draghi"

L'ex presidente della Camera e segretario di Rifondazione Comunista: "Il governo di unità nazionale corrisponde alle dimissioni della politica, sarebbe stato meglio un ricorso al voto"

Bertinotti
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globalist

8 Febbraio 2021 - 18.23


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Lui è stato spesso tirato in ballo durante la crisi aperta da Renzi per la sua scelta di togliere la fiducia al governo Prodi.

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Un parallelismo che il segretario di Rifondazione ha rifiutato. E adesso? 

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 “Da uomo di sinistra sono contrario al governo Draghi, ma non per questa o per quella presenza di singole forze politiche, ma per il suo impianto generale”.

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Con queste parole l’ex presidente della Camera Fausto Bertinotti – fondatore di Rifondazione Comunista, risponde alla domanda se, da uomo di sinistra, consideri sbagliato il probabile ingresso della Lega, e forse anche di Matteo Salvini, nell’esecutivo dell’ex presidente della Banca Centrale Europea.

“Il governo di unità nazionale corrisponde alle dimissioni della politica, un chiaro elemento di crisi della democrazia rappresentativa”, spiega l’ex segretario di Rifondazione Comunista.

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Tornando alla domanda sulla Lega e su Salvini, afferma: “Quando si invoca il papa straniero, qualunque sia la bontà del papa straniero, è intrinseco che ci stiano tutti. Lo prevede per definizione l’unità nazionale”.

E quindi che cosa avrebbe preferito dopo le dimissioni del premier Giuseppe Conte e il fallimento del tentativo di ricostruire la vecchia maggioranza? “Ho un sincero e sentito atteggiamento di rispetto nei confronti del presidente della Repubblica e delle sue scelte, ma quando si manifesta una crisi così profonda della politica e della democrazia il ricorso al voto, seppur difficile, è necessario”, conclude Bertinotti.

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