Il 'costruttore' Causin: "O si fa il Conte ter o si va alle urne ma al momento..."

Il senatore che ha lasciato Forza Italia per votare la fiducia al governo Conte e ora approderà nel Misto punta su Conte: "Serve un nuovo soggetto politico con forte propensione europeista".

Andrea Causin

Andrea Causin

globalist 22 gennaio 2021
Che accade? “C’è una percentuale molto alta che si vada al voto...''. Il senatore Andrea Causin, che ha lasciato Forza Italia per votare la fiducia al governo Conte e ora approderà nel Misto, ammette che la crisi è arrivata a un bivio: o si fa il Conte ter o si va alle urne.
“'Visto che tutti gli incastri possibili sono stati tentati, è possibile che si possa precipitare verso le elezioni", dice l'ex esponente azzurro, che parla di ''congelamento'' per ora di tutte le trattative per un nuovo gruppo parlamentare a sostegno del premier. Questo stallo, però, non significa che tutto sia saltato, ma meglio ''stare fermi adesso" e vedere come si evolverà il quadro politico nei prossimi giorni, visto che mercoledì è attesa in Parlamento la relazione sulla giustizia del Guardasigilli Alfonso Bonafede, un appuntamento probabilmente decisivo per le sorti della maggioranza, dopo il voto contrario annunciato da Italia Viva.
In altri termini bisogna prendere tempo ancora e capire, in particolare, cosa farà l'Udc e cosa succede proprio in Italia Viva.
 ''Io non sono favorevole al voto -spiega Causin- e se io e la Rossi abbiamo votato sì alla fiducia è perché riteniamo che nella gestione della pandemia ci debba essere un governo, non una campagna elettorale...". 
Comunque, assicura, ''se si va al voto, questo progetto della Lista Conte, di un soggetto politico, che possa interessare un'area liberal-cattolica. democratica, socialista e riformista, resta assolutamente in piedi'', perché si tratta di ''un'offerta politica che va fatta e manca in questo momento''. L'obiettivo, sottolinea, è ''un nuovo soggetto politico con forte propensione europeista".
''Adesso vediamo se si riesce a fare un gruppo o anche no. La scelta che abbiamo fatto io e la Rossi e che faranno forse altri nei prossimi giorni implica la volontà di dar vita a un'offerta politica che oggi non c'è, quella indicata dal presidente Conte. Ovvero, in uno scenario di transizione al sistema proporzionale bisogna tenere insieme le migliori forze del Paese che guardano positivamente all'Europa. Le modalità e i tempi poi di questo progetto le vedremo". 
Tutto dipenderà, dice Causin, da ''come evolverà questa non crisi, perché fino a quando Conte avrà la maggioranza in Parlamento, anche se relativa al Senato, non si può parlare di crisi...''.