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L’ultima bufala dei negazionisti: “Più probabile morire per un asteroide che di Covid”

La bislacca teoria su una errata lettura dei dati della Nasa: Sara Cunial l'ultima a propinarla.

Sara Cunial
Sara Cunial

globalist

10 Ottobre 2020 - 17.41


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L’ultima moda dei negazionisti del Covid è dire che “è piu probabile morire colpiti da un’asteroide che di Covid-19”. 

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Viene citata, come prova provata, la statistica della Nasa secondo cui “le possibilità che una persona muoia sulla terra perché colpita da un’asteroide sono delle 0.042%”.  Dato messo a confronto con lo 0.026% della popolazione mondiale che in questo momento è morta per Covid.

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E in base a questa correlazione i negazionisti dicono che ci sono il doppio delle possibilità di morire per un meteorite in testa che per coronavirus.

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L’ultima in ordine di tempo a divulgare tale bufala è stata l’ex grillina Sara Cunial, espulsa due anni fa dal Movimento. 

“La possibilità di morire di coronavirus è minore di quella di morire per un asteroide. Così mi sono attrezzata”.

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Si è presentata con un casco sul palco di San Giovanni, già sospesa due anni fa dal Movimento 5 Stelle per aver paragonato le vaccinazioni a un ‘genocidio gratuito’.

“La mascherina non ci toglie la libertà, è vero – ha detto – ma ci toglie il respiro”.
Come al solito tocca smentire questa sequela di fake news, e possiamo farlo elencando una serie di motivazioni semplicissime.
Da quando la pandemia di Coronavirus, i morti accertati dall’Oms sono poco più di un milione. Se l’elucubrazioni di Cuinal e soci fossero corrette allora negli ultimi mesi avremmo dovuto assistere alla morte di due milioni di persone con un meteorite in testa. Ma è stato così?

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Stando alle fonti negli ultimi 150 anni i casi sono stati rarissimi: il caso più recente è avvenuto nel 2013 in Russia: a Celjabinsk i frammenti di un asteroide provocarono solo alcuni feriti. 

Nel 1954, un meteorite sfondò il tetto di una signora chiamata Ann Hodges: anche in questo caso la signora ne uscì solo lievemente ferita. 

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Prima di questi solo un caso, nel lontano 1888, provocò la morte di un uomo in Iraq: si tratta di 132 anni fa e le fonti sono incerte. 

C’è poi sottolineare come dato statistico spaziale sia stato usato in modo scorretto: quella riportata dalla Nasa è la possibilità di morire qualora un’asteroide entrasse nella nostra atmosfera e ci colpisse in pieno.
La probabilità che un masso extraterrestre possa finire nella nostra orbita è ancora più infinitesimale: la maggior parte degli asteroidi che cadono sulla terra sono infine di piccolissime dimensioni e cominciano a bruciare già nell’atmosfera, dissolvendosi poi in piccole parti che alla fine difficilmente colpiscono le persone.
Insomma, anche oggi i complottisti non hanno fatto una grandissima figura: eppure sarebbe bastato studiare un po’ di statistica elementare e usare l’ancor più sconosciuto buon senso.

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