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Meloni parla come la Ceccardi: "Imagine di John Lennon è l'inno dell’omologazione mondialista”

“Non è una canzone il cui testo mi appassioni. Dice che non ci siano le religioni, che non ci siano le nazioni… per me l’identità è un valore”.

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

globalist

22 Luglio 2020 - 12.41


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A Giorgia Meloni non piace ‘Imagine’ di John Lennon, probabilmente il brano più celebre del cantautore britannico durante la sua carriera da solista . ”Non è una canzone il cui testo mi appassioni. Dice che non ci siano le religioni, che non ci siano le nazioni… è l’inno dell’omologazione mondialista. Io francamente sto da un’altra parte, per me l’identità è un valore”, ha detto la leader di Fratelli d’Italia in un’intervista alla trasmissione ‘In Onda’ su La7.
Secondo Meloni, ci sarebbe da fare un distinguo fra la musica e il testo di ‘Imagine’. “È una bellissima canzone – ha aggiunto la deputata – se uno non capisse l’inglese e quindi non comprendesse il testo, allora la canzone è fantastica. Ma se uno legge il testo… io penso che un mondo senza identità non sia un mio prototipo. Credo che l’identità sia tutto quello che abbiamo, e quindi credo nel valore dell’identità delle nazioni, dell’identità religiosa, dell’identità familiare… delle identità. Perché è quello che siamo, senza siamo solo degli ottimi consumatori per le multinazionali che ci vogliono vendere lo stesso prodotto”.
Il pezzo di Lennon, di recente, era già finito nel mirino di un’altra esponente politica, Susanna Ceccardi, della Lega. L’europarlamentare e candidata del Carroccio in Toscana, aveva definito la canzone di Lennon, scritta insieme alla moglie Yoko Ono, un “inno marxista”. Per questo motivo l’ex sindaca di Cascina aveva invitato i bambini del suo Comune a non cantarla. 

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