Giorgia Meloni accantona Covid-19 e torna allo sport preferito: tuonare contro i migranti

L'amica di Orban se la prende con la proposta della Bellanova di regolarizzare chi lavora nei campi e chiede pene esemplati per i detenuti che hanno protestato per il coronavirus

Giorgia Meloni e Viktor Orban

Giorgia Meloni e Viktor Orban

globalist 6 aprile 2020
Man mano che lo choc per l’epidemia si sta metabolizzando l’estrema destra torna ai suoi soliti toni.
Così, dopo aver fatto proposte economiche sull'emergenza sanitaria che sembravano numeri al loro e alla 'chi offre di più'  l’amica del mezzo dittatore Orban e strenua diffonditrice dei fascisti (quelli che rifiutano la Costituzione e che nel 2020 non rifugiano nazismo e fascismo, ndr) è tornata a prendersela con i ‘clandestini’ e con i detenuti che hanno protestato per i disagi causati dal coronavirus.
Il tutto mentre ogni persona di buon senso - compreso il procuratore generale della Cassazione - sta denunciando i rischi nelle carceri italiane sovraffollate.
E che ha detto Giorgia Meloni? "Secondo voi, quale geniale proposta ha presentato il Ministro Bellanova per risolvere il problema della mancanza di manodopera per la raccolta nei campi? Reintrodurre i voucher? Utilizzare i percettori (chi è in condizioni) del reddito di cittadinanza? Ovviamente no. La proposta della Bellanova è una bella sanatoria per regolarizzare migliaia e migliaia di immigrati clandestini. Ma è possibile che per la sinistra, qualunque cosa accada, c'è sempre una scusa per favorire l'immigrazione illegale?".
Ha poi aggiunto: "Adesso basta! Non servono nuove concessioni o svuotacarceri modello Bonafede. Ora pretendiamo processi per direttissima, pene esemplari, prevedere anche l'ipotesi di revoca dei benefici di massa. Difendiamo l’autorità dello Stato, non lasciamo soli gli Agenti della Polizia Penitenziaria. Lo Stato faccia sentire il peso della sua autorità, non scenda più a compromessi".