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Salvini ama i delatori e rilancia: "Tornerò a Pilastro a disturbare agli spacciatori"

La signora delatrice non avrebbe dovuto chiamare Salvini, ma la polizia. Ma evidentemente, per i suoi fan, Salvini più che un Capitano è uno sceriffo

Salvini
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globalist

22 Gennaio 2020 - 16.46


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Una volta fatto 30, fai 31. Anche a costo di apparire ridicolo. A questo deve pensare Matteo Salvini, che non fa nessun passo indietro sulla sua sceneggiata del citofono a Pilastro ma anzi insiste: “Tornerò al Pilastro a Bologna per dare voce alle mamme coraggio. Oggi qualche delinquente ha danneggiato la macchina del marito di quella signora. Aspetto la reazione sdegnata di Fabio Volo, di Fedez, di Bonaccini, indignati per una citofonata di Matteo Salvini. E quando invece qualche, evidentemente spacciatore, qualche tizio o qualche persona per bene che non gradisce che si vada a disturbare gli spacciatori danneggia la macchina di una mamma che ha perso il figlio per overdose e che da anni è in prima linea contro la droga e contro la morte, aspetto le reazioni indignate”.
Chiariamo un paio di cose: la signora delatrice (che infatti è stata denunciata) non avrebbe dovuto rivolgersi a Matteo Salvini, ma alla polizia. Non viviamo nel far west e non abbiamo bisogno di sceriffi. 
Inoltre, la parola della signora non è una prova giudiziaria: Salvini non ha nessun diritto di chiamare spaccaitore chichessia, men che meno un ragazzino di 17 anni. 

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