Paragone urla e sbraita in un video alla Sgarbi: "Il M5s ormai è il nulla"

Il senatore si va a unire alla schiera di grillini che negli ultimi giorni stanno abbandonando la nave. Nel mentre Fioramonti ha iniziato i colloqui per la nuova area del gruppo Misto

Gianluigi Paragone

Gianluigi Paragone

globalist 2 gennaio 2020

Era nell'aria da tempo: Gianluigi Paragone è stato espulso dal Movimento cinque stelle. La 'spina nel fianco' del M5s, da sempre ipercritico verso le politiche e le decisioni dei suoi vertici, controcorrente rispetto alle direttive di voto (da ultima la legge di Bilancio, che gli è stata fatale), più vicino a posizioni leghiste rispetto a quelle del Movimento, Paragone - nonostante ostenti menefreghismo - si è lasciato scappare un commento a caldo, ieri sera alle 21:15, che lascia intendere che invece la rabbia ci sia eccome: "Sono stato espulso dal nulla. Perché se perdi 2 elettori su 3 sei il nulla". 
E così, dopo il trasbordo di tre senatori verso la Lega appena venti giorni fa e le dimissioni di Lorenzo Fioramonti, la squadra di Luigi Di Maio continua implacabile la sua decomposizione. Lui non si sbilancia, ma la paura c'è: negli auguri per il nuovo anno, Di Maio spera che il M5s "creda in quello che sta facendo, perché il 2020 sarà l'anno degli Stati generali. Negli anni '10 siamo stati protagonisti, nel 2020 dobbiamo essere determinanti e per esserlo dobbiamo essere più strutturati". Trasformarsi, insomma, in partito vero e proprio. Ma non è cosa facile quando una buona fetta di quelli che hanno combattuto con te sono pronti a metterti i bastoni tra le ruote. 
Perché il punto è che è finito il tempo delle Paola Nugnes e dei De Falco, i tempi in cui una defezione veniva additata come 'tradimento' e chi non si allineava al pensiero 'dimaiano' si beccava come minimo una colorita strigliata da Paola Taverna: gran parte dei grillini sono scontenti da mesi, sin dalla nascita del governo con l'odiato Pd, per le manie di protagonismo di Di Maio che ha dimostrato di essere pronto a gettare alle ortiche ogni ideale pur di rimanere ancorato alla poltrona. E tra gli esodati dal M5s c'è solidarietà: persino Grillo, che scava una metaforica tomba in un video di fine anno, ha parlato con Fioramonti, e ne ha accolto le critiche. Se Di Maio è messo alle strette persino dal santone del M5s, tutto lascia presagire che la fine - politica - sia vicina. Tanto più che Fioramonti sta già muovendo le sue fila per la creazione di una nuova frangia nel Gruppo Misto, che può fare da calamita per i tanti scontenti. Oltre ai colloqui con alcuni ex grillini di spicco come il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, per questa nuova pedina politica c'è già anche il nome: Eco, come economia, ecologia, come quell'area Verde europea in cui l'Italia ha sempre avuto difficoltà a entrare.