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Dopo aver votato contro il governo due senatori M5s a cena con Pillon e altri leghisti

Ugo Grassi e Francesco Urraro in un ristorante vicino al Senato. Contro ha votato anche Stefano Lucidi. Paragone (anche lui contrario) ha annunciato di voler restare con il Movimento.

Il senatore Francesco Urraro
Il senatore Francesco Urraro

globalist

11 Dicembre 2019 - 15.24


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Paragone resta ma gli altri? Dopo aver votato contro il governo sono andati ad una cena per brindare – è la voce che ha cominciato a circolare – a un possibile, imminente ingresso nella Lega.

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I senatori del M5S Ugo Grassi e Francesco Urraro questa sera sono andati a mangiare con un gruppo di colleghi leghisti in un ristorante a pochi passi da Palazzo Madama.

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Tra i presenti, Simone Pillon e l’ex ministro Erika Stefani.

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La cena arriva dopo una giornata di fibrillazioni che hanno visto Urraro e Grassi esprimere un voto in dissenso dal proprio partito sul Mes.
La tensione della giornata
Il Mes rischia di far crollare il governo? Sicuramente era quello che sperava Salvini, che non aveva scelto questa inutile polemica a casaccio. Cavalcando (anzi, inventando di sana pianta) la ridicola fake news degli accordi firmati da Conte nottetempo senza l’approvazione del Parlamento, Salvini ha prepotentemente portato il Mes nel dibattito politico perché sapeva che sarebbe stato terreno di scontro prima di tutto all’interno della maggioranza Pd-M5s. 
E infatti: sono 4 i senatori del M5s che hanno votato contro il Meccanismo Europeo di Stabilità. Oltre a Gianluigi Paragone, che ha ricordato già prima che avrebbe votato contro, sono Ugo Grassi, che ha dichiarato: “La democrazia conta piu’ dei mercati. Per queste ragioni io annuncio il mio voto in dissenso dal gruppo e constato di non riconoscermi più nelle politiche del M5s. Si tratta di un testo riformato del quale non abbiamo avuto tempestiva contezza, non in quanto singoli partiti ma non è stato informato per tempo il Parlamento, dandogli modo di intervenire”. E ha concluso: “Questo non significa essere sovranisti ma difendere la democrazia e non di un solo popolo”. Seguono Francesco Urraro e Stefano Lucidi.
“Dico no a questa risoluzione” ma “la mia non è una dichiarazione in dissenso prodromica al cambio di gruppo”. Lo ha detto Gianluigi Paragone, senatore M5s, intervenendo nell’Aula di Palazzo Madama.
“L’elefante – ha spiegato – c’è e si chiama Mes, che sta dentro una architettura neoliberista dell’Europa. Mai come in questa fase c’è bisogno di una seria politica espansiva che l’Europa ci nega. Il Mes rischia di essere un altro pezzo di una architettura folle, cara al neoliberismo, che a me non va”.

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