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Calenda lascia il Pd e fonda il suo Movimento: "Serve una casa riformista"

L'europarlamentare eletto nelle liste del Pd critica l'accordo con M5s e spiega: "Serve una forza liberal-progressista"

Calenda
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globalist Modifica articolo

5 Settembre 2019 - 15.05


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Avevamo bisogno di un altro partito? E soprattutto di un movimento politico cosiddetto ‘riformista’ mentre il Pd è già da tempo su posizioni moderate e assai più vicino al liberismo che al socialismo?
Non ne avevamo bisogno, anche tenendo conto che – al di là delle antipatie personali – politicamente le differenze tra Calenda e Renzi sono poche.
Ma tant’è: “Il Governo Pd-M5s-LeU è nato. Ho combattuto questa alleanza con tutte le mie forze. Le ragioni le ho spiegate tante volte e non vale la pena ripeterle ancora”.
Lo ha scritto Carlo Calenda annunciando che nei prossimi giorni depositerà “il cambio dello Statuto trasformando SiamoEuropei in un movimento politico”. Per “preparare la nascita di un movimento politico liberal-progressista. Non possiamo lasciare i riformisti senza una casa”, argomenta Calenda.
“La composizione del Governo, con la Presidenza del Consiglio e i Ministeri degli Esteri, del Lavoro, dell’Istruzione, dello Sviluppo economico, dell’Ambiente in mano ai 5S e la Sanità in mano a LeU, dimostra che il Pd ha rinunciato anche a lavorare seriamente sulle priorità (Istruzione, Sanità e Investimenti digitali e ambientali), condivise nella Direzione del Pd del 26 luglio. Tutto ciò è per me inspiegabile”.
“Questo Governo nasce tuttavia con una forte approvazione della base del M5S e del Pd. È una scelta consapevole e di lungo periodo. Dobbiamo rispettarla e augurarci che faccia bene per l’Italia. Per quanto possibile aiuteremo l’Esecutivo con idee e proposte. I pop corn non ci sono mai piaciuti. Allo stesso tempo però dobbiamo preparare la nascita di un movimento politico liberal-progressista. Non possiamo lasciare i riformisti senza una casa”.
“Sarà prima di tutto -spiega Calenda- un lavoro di produzione di idee e di mobilitazione di classe dirigente. Un impegno serio che richiederà tempo. Nei prossimi giorni depositeremo il cambio dello Statuto trasformando SiamoEuropei in un movimento politico. Ragioneremo sull’opportunità di cambiare nome. A dicembre faremo partire il tesseramento.
SiamoEuropei rimarrà un luogo aperto ai contributi di tutti. Di chi è iscritto ad altri partiti (daremo la possibilità di doppia tessera), di chi è favorevole all’accordo di Governo, di chi non la pensa come noi ma comprende che un contributo per il rinnovamento della politica è comunque necessario. Nelle prossime settimane dividerò il mio tempo tra l’impegno in Ue e un giro per l’Italia per parlare con voi. Intanto stiamo preparando il primo progetto tematico sulla sanità affidato a Walter Ricciardi”.
“Quello che sembra sempre mancare in Italia è ‘il foglio del come’, ovvero come passare dalle buone intenzioni alla realizzazione concreta. Lavoreremo soprattutto su questo. Inizia oggi un percorso lungo e difficile. Non era nei piani. Ci siamo sempre battuti per costruire un Fronte repubblicano ampio e coeso a difesa dei valori liberal democratici. Avremmo preferito un’altra strada. Ma questa non ci spaventa. Anzi”, conclude.

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