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Dopo il fascismo Salvini sdogana il turpiloquio: a Catanzaro comizio pieno di parolacce

Il ministro dell'Interno prosegue il tour elettorale e di traverste da nazionalismo italiano per prendere il voto di quelli che chiamava terroni

Salvini a Catanzaro
Salvini a Catanzaro

globalist Modifica articolo

10 Maggio 2019 - 13.53


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Dopo lo sdoganamento del fascismo e del razzismo, Capitan Nutella ha rilanciato il meglio del peggio della Lega dei tempi di Bossi: il turpiloquio.
A Catanzaro c’è stato il tripudio, anche se anche in altri comizi il ministro che dovrebbe svolgere il suo incarico con onore (come prevede la Costituzione) si era lasciato andare a
“Italiani, spaghetti, mafia, pizza e mandolino? Col cazzo, glielo facciamo vedere il 26 maggio chi sono gli italiani”.

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Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, chiudendo il comizio di Catanzaro.


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Non contento ha pio aggiunto: “Adesso vado a Napoli, a ringraziare le forze dell’ordine che hanno arrestato quello stronzo che ha sparato a una bimba, che sta ora lottando per la vita”.
E infine c’è un particolare da sottolineare: mafia, pizza e mandolino lo dicevano gli indipendentisti (si fa per dire) padani nei loro continui e ripetuti attacchi a ‘terroni’. Quei colerosi terremotati che oggi il trasformista ministro dice di voler difendere.

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