Salvini a Forlì: piazza deserta mentre la gente urla "siamo tutti antifascisti"
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Salvini a Forlì: piazza deserta mentre la gente urla "siamo tutti antifascisti"

Capitan Nutella nel centro romagnolo dove ha avuto l'accoglienza che ci si poteva aspettare: "Buffone

A Forlì piazza semi-deserta per Salvini
A Forlì piazza semi-deserta per Salvini
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3 Maggio 2019 - 20.07


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Una piazza semi-deserta in una città nella quale i fascisti sono stati combattuti sul serio e l’eredità partigiana non è andata smarrita.
Arrivato a Forlì per sostenere il candidato sindaco della coalizione di centrodestra, Gian Luca Zattini, il segretario della Lega, Matteo Salvini, si è affacciato al balcone dove è in corso il comizio e si è beccato i fischi dei manifestanti che gli hanno urlato “buffone” e “siamo tutti antifascisti”. “Più mi minacciano e più io ho voglia di andare dritto come un treno” ha risposto il vicepremier ai suoi sostenitori. E rivolto a chi protestava ha aggiunto: “Se vi trovate male in Italia, ragazzi, a Cuba vi aspettano”.
A Salvini è stato chiesto di affacciarsi al balcone per salutare i sostenitori della Lega rimasti fuori dalla sala, sotto la pioggia, con gli ombrelli. Ma ad attenderlo in piazza non c’erano solo i sostenitori, ma un nutrito gruppo di persone che ha cominciato a fischiare e a urlare “siamo tutti antifascisti” e “buffone”.
“Cantate le ultime volte perché i compagni da Forlì scompaiono fra 15 giorni – ha detto piccato Salvini -. Alla sinistra sono rimaste le minacce, gli insulti e i clandestini”. Ma noi “libereremo questa città e questa terra. Più minacciano più io ho voglia di tirare dritto come un treno”.
“Vince chi ha il consenso del popolo – ha proseguito il ministro dell’Interno – dopo 70 anni a Forlì si cambia. Prima vengono gli italiani poi viene il resto del mondo. Se voi 50 sfigati volete dei clandestini a casa vostra, prendeteli voi, pagategli voi colazione, pranzo e cena. Sono sempre più convinto che oltre all’educazione civica a scuola sei mesi di servizio militare negli alpini vi farebbe bene”.
A chi urlava “chi non salta un fascista è” Salvini ha risposto: “Qua non ci sono fascisti, ma ci sono italiani orgogliosi di essere italiani. Se vi trovate male in Italia, ragazzi, a Cuba vi aspettano. Fate le valigie e andate a Cuba. Adesso potete tornare al centro sociale a farvi due canne”.

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Meglio due canne che strafarsi di cocaina, comunque. O no?

 

 

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