CasaPound insulta la memoria dei partigiani fucilati: "Erano terroristi"
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CasaPound insulta la memoria dei partigiani fucilati: "Erano terroristi"

La provocazione alla vigilia del ricordo di cinque antifascisti fucilati nel 1941 a Trieste dopo una sentenza emessa da un Tribunale speciale fascista

CasaPound insulta i partigiani
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14 Dicembre 2019 - 16.33


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La solita vergogna fascista di un gruppo che dovrebbe essere sciolto ma che continua a godere di una sostanziale impunità: alcuni manifesti di CasaPound sono comparsi a Opicina, sul Carso triestino, nel Parco della Pace – l’ex poligono di tiro gestito dall’Anpi locale – dove domani verranno commemorati i cinque antifascisti fucilati nel 1941, sulla base di una sentenza emessa da un Tribunale speciale.
 Nei manifesti, firmati dal movimento di estrema destra, i 5 fucilati vengono definiti “terroristi, né vittime, né martiri”.


La scoperta è stata fatta dagli agenti della Digos di Trieste da un controllo effettuato alla vigilia della cerimonia.
“Quando, circa tre settimane fa, il Comune di Trieste ha deciso di affidare la gestione di questo spazio all’Associazione nazionale Partigiani d’Italia di Trieste. abbiamo espresso tutte le nostre perplessità, ricordando che chi ogni anno viene commemorato a Opicina non è né una vittima né un martire ma solo un terrorista”, ha detto in una nota Francesco Clun, responsabile provinciale di CasaPound Italia. L’unica cosa di cui non aveva bisogno questa città è un’altra meta di pellegrinaggio per i nostalgici titini”. 
A rispondere a Clun è stata la senatrice del Partito democratico, Tatjana Rojc. “C’è parecchia amarezza verso quello che sta succedendo perché si è fatto tanto per la pacificazione del confine orientale, in ragione di una convivenza e per riparare le ferite che la Storia ha provocato da una e dall’altra parte. Aprire queste ferite in maniera così inutile, mi sembra che porti alla volontà di qualcuno di farci fare dei passi indietro”.

In merito alla decisione del Tribunale Speciale, la senatrice ha voluto puntualizzare come “quel tribunale era fascista, non c’erano dei giudici ma dei fascisti in camicia nera e le condanne sono state sempre sommarie”. 

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