“Le parole attribuite al presidente Juncker sull’Italia sono state riportate fuori dal contesto”: lo ha detto la Commissione europea in una nota di un portavoce dell’esecutivo comunitario.Il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, “si riferiva ai problemi strutturali delle regioni del sud Italia, dove l’Ue ha fatto molto per mobilitare i finanziamenti dell’Ue per spronare crescita e posti di lavoro”, si legge nella dichiarazione. “L’assorbimento dei fondi Ue potrebbe essere migliorato in modo che le persone possano sentire i risultati sul terreno piu’ rapidamente. L’Ue continuerà a dialogare con l’Italia per assicurarsi che gli aiuti arrivino laddove sono piu’ necessari nelle regioni”.
Ma la Commissione ricorda che le decisioni e l’attuazione delle politiche per le regioni “rimarranno responsabilita’ delle autorità italiane”. Inoltre, “la lotta contro la corruzione è una priorità massima in tutta Europa e deve essere affrontata a tutti i livelli”, ha sottolineato il portavoce della Commissione.
Durante una conferenza dedicata a “nuovo Patto per l’Europa”, Juncker oggi aveva risposto a una domanda sull’Italia, e in particolare le regioni del Sud, sottolineando la necessità di più lavoro, meno corruzione e serietà, smettendo di attribuire le colpe all’Ue.
“Amo profondamente l’Italia, ‘la bella Italia’. Ma non accetterò più che ogni cosa che va male nel sud dell’Italia, nel Mezzogiorno, sia spiegato con il fatto che l’Ue o la Commissione non farebbe abbastanza”, aveva spiegato Juncker.
“Gli italiani devono prendersi cura delle regioni più povere dell’Italia. Questo significa significa più lavoro, meno corruzione e serietà”, aveva aggiunto Juncker. “Aiuteremo come abbiamo sempre fatto. Ma basta con questo giochino di dare la responsabilità all’Ue. Un paese è un paese, una nazione è una nazione. Prima le nazioni. Seconda l’Europa”, la conclusione di Juncker.
La prima versione che ha sollevato polemiche
“Gli italiani devono occuparsi delle regioni più povere del loro paese. Questo significa più lavoro, meno corruzione e maggiore serietà. Li aiuteremo come abbiamo sempre fatto, ma che non giochino a scarica barile sull’Europa. Un paese è un paese, una nazione è una nazione. Prima la responsabilità dei paesi, poi dell’Europa”.
Non si può certo dire che Jean-Paul Juncker, Presidente della Commissione europea, sia un maestro di tempismo: poche ore prima della formalizzazione di un governo nato, tra mille difficoltà, comunque in una direzione antieuropeista mai così marcata, ha ben deciso di bacchettare ancora gli italiani, provocando sì lo sdegno di chi, come sempre, non è in grado di pensare l’Italia come parte del sistema Europa (e di vedere del vero anche in queste, esagerate parole), ma anche di chi ha deciso che quando è troppo è troppo.
Come Antonio Tajani, per esempio. Il Presidente del Parlamento europeo si è parecchio risentito e ha dichiarato: “che Juncker smentisca immediatamente le sue parole, che se vere rappresentano una grave offesa per l’Italia”.