Storace contro Meloni: strumentalizzi Almirante, sei partigiana
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Storace contro Meloni: strumentalizzi Almirante, sei partigiana

L'ex missino pro-Marchini contro la sua ex collega di partito

Storace contro Meloni: strumentalizzi Almirante, sei partigiana
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24 Maggio 2016 - 12.01


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Via Almirante. Duce grande urbanista, Alessandra e Rachele Mussolini nelle liste. Più che le elezioni per il Campidoglio sembrano i littoriali. Mancano solo i moschetti e i balilla.

E nel revival del ventennio e post-ventennio è di nuovo intervenuto Francesco Storace, capolista della Lista Storace Marchini Sindaco, che ha attaccato Giorgia Meloni.

 

“Non si usa la storia per raccogliere voti. Soprattutto quando lo si fa con un’iniziativa di parte. Partigiana. Come ha tentato spregiudicatamente di fare Giorgia Meloni con la trovata elettorale su una strada da dedicare ad Almirante. Da domenica, dobbiamo sentir parlare male del Capo che tutti abbiamo amato; i nostri avversari più velenosi lo definiscono razzista e chi più ne ha più ne metta, senza diritto di replica. E tutto questo perché una candidata a sindaco si è svegliata di pessimo umore per i sondaggi veri e ha tentato di risalire la corrente. Nel clima elettorale si becca, come era ovvio, le risposte più dure. Il fango su Almirante. Un capolavoro di furbizia. Che paghiamo tutti noi”.

”Certo che a Roma una strada ad Almirante prima o poi andrà intitolata; ma dirlo a quindici giorni dal voto e senza avere scritto neppure una riga in proposito sul programma elettorale – “se fossi sindaco…” – puzza davvero di speculazione da quattro voti. Dopo lo scivolone su Piazza Venezia dalla Annunziata, la domanda è se la Meloni sa che Almirante fu orgogliosamente fascista; cultore della democrazia, rispettoso delle istituzioni, ma sicuramente fascista. Quando lui morì – sostiene Storace su ‘Il Giornale d’Italia’ – lei aveva undici anni. Per chi nega la storia per ragioni anagrafiche, è insensato gettare benzina nel fuoco della campagna elettorale. Perché Almirante appartiene a tutti noi, e non a una parte di noi. E anche da questo si vede che Giorgia non è Giorgio”.

Questa la polemica con due chiose: uno che scriveva su La difesa della Razza, dove si teorizzava la superiorità della razza ariana cos’altro era se non un razzista?
Non sfugge a nessuno il termine “partigiano” usato da Storace in maniera offensiva, sempre per racimolare voti nostalgici. Ma si rassegni: il 25 aprile del 1945 la lotta partigiana ha portato l’Italia alla Liberazione dal nazi-fascismo. La storia è storia.

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