Razzi-San Tommaso: finché non vedo non credo alla bomba di Kim Jong-un
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Razzi-San Tommaso: finché non vedo non credo alla bomba di Kim Jong-un

Il senatore difende il suo dittatore preferito: lunedì prossimo incontrerò l'ambasciatore nordcoreano in Italia per sapere come stanno veramente le cose.

Fotomontaggio del senatore Razzi nelle vesti del dittatore coreano Kim Jong-un
Fotomontaggio del senatore Razzi nelle vesti del dittatore coreano Kim Jong-un
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7 Gennaio 2016 - 15.00


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“Non ho detto che il test nucleare è falso o che è un’invenzione ma io sono come San Tommaso: se non vedo, non credo. Per questa ragione lunedì prossimo incontrerò l’ambasciatore nordcoreano in Italia per sapere come stanno veramente le cose”. Lo ha detto il senatore di Fi Antonio Razzi, ieri e oggi attaccato e bersagliato dall’ironia dei social per aver messo in dubbio l’esplosione e giustificato il governo di Pyongyang.

“Io non ho difeso nessuno, difendo la pace. Io ho fatto un ragionamento: c’è stato un terremoto 5.1 della scala Richter ma non sappiamo quale sia l’origine. E’ vero c’è stato l’annuncio in tv al telegiornale ma le autorità della Corea del Nord hanno anche assicurato che mai e poi mai utilizzeranno il nucleare per scopi bellici. Comunque io voglio avere informazioni di prima mano, al di fuori della propaganda. Per questo lunedì incontrerò l’ambasciatore in Italia, Chun Guk Kim e così anche voi giornalisti ne saprete di più”.

“Io sono contrario all’isolamento di Pyongyang, contrario alle sanzioni – lo sono anche per quelle imposte alla Russia o a Cuba – dobbiamo togliere l’embargo e trattare, dialogare. Cina e Usa non ricorrano alla prova di forza, mettano in campo la diplomazia. Sono presidente dell’associazione interparlamentare Italia-Corea, sono già stato in Corea del Nord nove volte e ogni volta mi accolgono con grande amicizia e rispetto, che è reciprocamente contraccambiato. Sono pronto: se c’è da facilitare il dialogo – conclude il senatore di Fi – sono pronto, mi accoglierebbero a braccia aperte”.

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