Lupi si dimette: esco a testa alta
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Lupi si dimette: esco a testa alta

Maurizio Lupi ha annunciato le sue dimissioni in Aula alla Camera ma non senza una difesa serrata del suo operato.

Lupi si dimette: esco a testa alta
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20 Marzo 2015 - 12.41


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Maurizio Lupi ha annunciato le sue dimissioni in Aula alla Camera ma non senza una difesa serrata del suo operato. “Me ne vado a testa alta”, ha detto. “Non chiedo garantismo perché dai pm non c’è nessuna accusa”. E rivendica il lavoro di questi 22 mesi al ministero che “non possono essere cancellati in tre giorni”.

Per la successione tra le ipotesi c’è quella del presidente della commissione anticorruzione Raffaele Cantone. “A sole 72 ore dai fatti – ha detto – c’è la presa d’atto della necessità della mia scelta che sto compiendo e della mia comunicazione al presidente del consiglio e al presidente della Repubblica. A 72 ore dai fatti e a non da 72 giorni”.

Il discorso del ministro Lupi in un aula quasi vuota.

“Non chiedo garantismo – ha esordito – per il fatto che non mi hanno rivolto alcuna accusa. Dopo due anni di indagini i pm non hanno ravvisato nulla nella mia condotta da perseguire”. La mia difesa della Struttura di missione del Ministero “non era una difesa acritica dello status quo”. “Per due volte – ha detto – sono stato vice presidente di questa Aula, e questo è il luogo dove compiere il gesto che mi accingo a fare. Il Parlamento è il luogo del consenso della sovranità del popolo, il luogo del potere, da qui emana la fiducia per il mio Ministero, è il luogo della responsabilità ed è mio dovere rendere conto dell’esercizio del potere a me affidato. Quindi sono pronto a rispondere di ciò che ho fatto in questi 22 mesi da quando ho giurato prima volta da ministro”. “E’ evidente a tutti, quanto sia inverosimile che un amico di famiglia da 40 anni abbia potuto accreditarsi a me regalandomi un vestito”. L’orologio che i Perotti hanno regalato a suo figlio – ribadisce – non lo avrebbe accettato: “Non gli ho chiesto di sostituirlo, se questo è il mio errore lo ammetto”, ha detto in Aula. Lupi, alla Camera, ha anche ribadito che i Perotti conoscono suo figlio “ben prima che io diventassi ministro”.

“Ho potuto verificare come Incalza nei vari procedimenti penali nel quale è rimasto coinvolto non ha mai subito una decisione di condanna. Questi sono stati i motivi che mi hanno indotto a non rimuoverlo”. Così Maurizio Lupi in aula alla camera. “Io a differenza di molti qui dentro credo fortemente nello stato di diritto e nella presunzione di innocenza”, ha aggiunto.

Lascio il Governo a testa alta, guardandovi negli occhi”, ha detto Lupi. “Vi auguro, cari deputati, in questi giorni di demagogia a brandelli di non trovarvi mai dentro bolle mediatiche difficili da scoppiare e di non aver mai qualcuno che entri nella vostra famiglia e intimità”. “Vi auguro che nessuno tiri in ballo la vostra famiglia – ha aggiunto in Aula mentre i deputati applaudivano – Molti mi hanno dimostrato amicizia, sarò ingenuo ma per me i rapporti personali sono importanti”. “Per stringere amicizia su Facebook basta premere un tasto, farlo nella vita è più difficile, ma più bello e nessuna intercettazione” decontestualizzata “può togliermi ciò che per me vale più di tutto”. “Vedo il lato politico di questa difficile vicenda. Molte persone mi hanno dimostrato amicizia. E per me più importante di tante cose. Sarò anche un comprimario come ho letto sui giornali, ma la cosa cui tengo di più nella mia vita sono i rapporti umani personali”.

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