Cyber-jihad Isis, 007: minaccia diretta per l'Italia
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Cyber-jihad Isis, 007: minaccia diretta per l'Italia

La relazione degli 007: in Europa, la minaccia terroristica di matrice jihadista nel 2014 ha fatto registrare un trend crescente

Cyber-jihad Isis, 007: minaccia diretta per l'Italia
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27 Febbraio 2015 - 15.57


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“Lo scenario libico può trasformarsi in una minaccia diretta per l’Italia”, come piattaforma per proiezioni terroristiche, pericolo per gli approvvigionamenti energetici, snodo per l’immigrazione clandestina. A rivelarlo è la relazione dei servizi segreti al Parlamento ‘Sulla politica dell’informazione per la sicurezza’ relativa al 2014

Tra le altre cose è stato anche detto che “il fenomeno più significativo è dato dall’emergere di una inedita contrapposizione, destinata a conoscere ulteriori sviluppi sul piano digitale, tra due attori della minaccia: l’Is ed Anonymous”.

“Non va sottovalutato – hanno aggiunto dall’Intelligence – l’interesse di alcuni gruppi, così come dichiarato pubblicamente, ad effettuare attacchi cyber contro i sistemi e le reti di infrastrutture critiche di Stati Uniti ed Europa”.

Secondo quanto rilevato dai servizi, per i terroristi c’è “la disponibilità di ingenti risorse economiche, impiegabili sia per acquisire strumenti atti a condurre azioni intrusive, sia per ‘assoldare’ team di hacker esperti”.

Nella relazione si legge ancora: “Le numerose operazioni di polizia condotte in Europa e il monitoraggio dell’intelligence fanno stato di come lo spazio comunitario risulti permeabile alle attivita’ di proselitismo e reclutamento. Si moltiplicano, infatti, i segnali di cooptazione ideologica di aspiranti mujahidin, incoraggiati a raggiungere in massa, famiglie al seguito, la ‘nuova’ patria per contribuire all’opera di state building. In particolare, è emersa la presenza di quella che potrebbe essere definita come una nuova generazione di jihadisti: molto giovani, spesso con scarse conoscenze sul piano dottrinale ma ben informati sulla pubblicistica d’area e con ottime competenze informatiche”.

Cameron difende operato 007 Gb, scoveremo i terroristi in ogni parte mondo
Il premier britannico David Cameron ha oggi difeso con forza i servizi segreti di sua maestà nel caso di ‘Jihadi’ John, identificato come Mohamed Emwazi, dopo le accuse all’MI5 di aver contribuito alla sua radicalizzazione, arrivate da alcuni attivisti, e di esserselo lasciato sfuggire in quanto nel 2010 era già stato arrestato a Londra. Cameron ha definito gli agenti come ”straordinari, determinati e coraggiosi”, sottolineando che la priorità è rendere incapace di agire chi minaccia i cittadini britannici. La polizia e i servizi di sicurezza metteranno in campo tutte le loro risorse per “scovare i terroristi che minacciano cittadini britannici in ogni parte del mondo”. Lo ha detto David Cameron. La Gran Bretagna, ha aggiunto il premier, userà tute le sue forze per mettere “fuori uso” personaggi come Mohamed Emwazi, ‘Jihadi John’, e per impedire ai terroristi di commettere “crimini orrendi e atroci”.

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