Alle 19 affluenza al 43%. L’affluenza alle urne per le elezioni europee, rilevata alle ore 19 di oggi, va attestandosi intorno al 43%. Nelle europee del 2009 l’affluenza alla stessa ora era stata del 52,9% ma si votava anche il sabato. Per le Comunali l’affluenza alle ore 19 si profila oltre il 55%.
Si sono aperti stamattina alle sette i seggi per le elezioni europee anche nel nostro Paese. Sono esattamente 49.373.144 milioni gli elettori chiamati al voto per scegliere i nuovi 73 europarlamentari che spettano all’Italia. Le sezioni elettorali complessive saranno 61.594 e voteranno, inoltre, nelle 574 sezioni elettorali appositamente istituite negli altri Paesi dell’Unione europea, 1.398.307 elettori italiani. Sono in tutto 21 i Paesi che andranno oggi al voto e tra questi anche la Germania e la Francia. I seggi resteranno aperti fino alle 23.
In Italia si vota anche per eleggere i presidenti e i consigli regionali dell’Abruzzo e del Piemonte e dei sindaci e dei consigli di 4.086 comuni delle regioni a statuto ordinario (di cui 24 capoluoghi di provincia e 5 capoluoghi di regione).
Astensione o affluenza di massa? – Alle ore 12, quando sono noti i dati relativi al 10% dei comuni (853 su 8057), l’affluenza alle urne per le elezioni europee si è attestate sopra al 16% (16,67%). Nelle Europee del 2009 l’affluenza alla prima rilevazione (le 22 di sabato 6 giugno) era stata del 17,8%, alle ore 12 di domenica 7 giugno del 30,7%.
Al dato sull’affluenza comunicato dal Viminale alle ore 12 (16,7%) si affianca quello sull’affluenza per regione, che vede in testa per numero di votanti l’Emilia-Romagna, che registra un’affluenza del 23,6%, mentre in coda si piazza la Sicilia, dove la quota di chi finora ha votato è soltanto al 9,3 per cento.
Il dato vede in testa fra le quindici grandi città Bologna (22,4%), seguita da Firenze (21,9%), Bari (21,7%), Genova e Verona (18,7%) Venezia (18,4%), Milano e Trieste (17,6%), Torino (16,9%), Roma (13,0%) Napoli e Cagliari (11,9%), Palermo (10,6%), Catania (9,2%) e Reggio Calabria (8,1%).
Non solo in Italia, ma anche nel resto d’Europa, l’astensionismo è la preoccupazione maggiore dei candidati. In Olanda ad esempio, il primo paese insieme alla Gran Bretagna ad aver votato, il numero di chi non si è recato ai seggi è stato superiore al 60%. In Italia le previsioni parlano di numeri più bassi, intorno al 40%, ma comunque ampiamente sufficienti a condizionare il risultato.
Affluenza negli altri Paesi – Si conferma il primo partito, in Germania, la Cdu di Angela Merkel che ha ottenuto, stando agli exit poll, il 36%; l’SPD segue con il 27,5%. Grande affermazione per il partito antieuro Alternaive Fuer Deutschland con il 6,5%. I Verdi hanno il 10,5%. La Linke avrebbe il 7,5%. I Liberali, usciti dal parlamento nazionale, avrebbero ottenuto il 3%.
In Francia l’affluenza alle urne degli elttori è stata del 15,70% alle ore 12,00, in leggero rialzo rispetto al 14,81% delle elezioni del 2009. Partecipazione in crescita anche in Portogallo (12,14% contro l’11,84% nel 2009). In Spagna, l’affluenza è praticamente invariata rispetto al 2009 (23,83% alle 14 di oggi contro il 24,1% nella stessa ora di cinque anni fa).
In Belgio il dato sull’affluenza è definitivo: solo il 37% degli aventi diritto si è recato alle urne, percentuale che può sembrare ed è in effetti molto bassa, ma supera quella del 2009, quando votò il 36,75% degli aventi diritto.
Soltanto il 41.3% dei ciprioti aventi diritto al voto è andato oggi ai seggi contro il 59% delle elezioni del 2009 e il 72.5% di quelle (le prime per Cipro) del 2004. Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli Interni responsabile per le elezioni.
[url”I primi exit poll”]http://www.globalist.it/Secure/Detail_News_Display?ID=58442&typeb=0[/url]Affluenza amministrative – Per quanto riguarda le elezioni comunali, alle 12 l’affluenza alle urne nei 3.918 centri chiamati al voto è stata al 22,3% (il dato diffuso dal Viminale, non tiene conto delle comunali in corso in Friuli Venezia Giulia e Sicilia).
Sempre secondo la rilevazione di mezzoggiorno l’affluenza in Piemonte per le regionali si attesta al 19,69%, mentre in Abruzzo al 15,94%.
Dove e come si vota – L’elettore, all’atto della votazione, riceverà un’unica scheda, di colore diverso a seconda della circoscrizione elettorale nelle cui liste è iscritto: grigio per l’Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia); marrone per l’Italia nord-orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna); rosso per l’Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio); arancione per l’Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria); rosa per l’Italia insulare (Sicilia, Sardegna).
Il voto di lista si esprime tracciando sulla scheda, con la matita copiativa, un segno sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta. Ciascun elettore può anche esprimere voti di preferenza. Il voto di preferenza deve essere espresso esclusivamente per candidati compresi nella lista votata. E’ possibile esprimere fino a un massimo di tre voti di preferenza per candidati di una lista. Nel caso di tre preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della terza preferenza. Un solo voto di preferenza può essere espresso per un candidato delle liste rappresentative delle minoranze di lingua francese della Valle d’Aosta, di lingua tedesca della provincia di Bolzano o di lingua slovena del Friuli Venezia Giulia, che sia collegata ad altra lista presente in tutte le circoscrizioni nazionali. I voti si esprimono scrivendo, nelle apposite righe tracciate a fianco del contrassegno della lista votata, il nome e cognome o solo il cognome dei candidati preferiti compresi nella lista medesima; in caso di identità di cognome fra più candidati, si deve scrivere sempre il nome e il cognome e, se occorre, la data e il luogo di nascita.
Lo scrutinio – Lo scrutinio dei voti dei 27 paesi per il Parlamento europeo inizierà a partire dalle 23 di oggi, subito dopo la conclusione delle operazioni di voto e l’accertamento del numero dei votanti. Per le elezioni regionali e comunali, dove previste, lo scrutinio verrà rinviato alle 14 di lunedì 26 maggio, dando la precedenza allo spoglio delle schede per le elezioni regionali.
CRONACA E COMMENTICodacons denuncia: autisti Atac come scrutatori a Roma è danno all’erario – Per l’associazione dei consumatori Codacons l’impiego come scrutatori di autisti della società per la mobilità capitolina Atac «determina un innegabile danno all’Erario e al servizio pubblico». Ad essere presi di mira sono in particolare i 1.220 dipendenti dell’azienda dei trasporti pubblici capitolina impegnati alle urne per le elezioni europee. Per Codacons, «È inevitabile un rallentamento del servizio pubblico, visto l’elevato numero di autisti impegnati come scrutatori, e a farne le spese saranno come al solito gli utenti».
Grillo: “Obiettivo è battere il Pd” – “L’obiettivo è vincere e fare qualcosina in più del Pd”. Beppe Grillo lo ha detto arrivando al seggio, dove ha aggiunto che “i sondaggi sono lì lì. Le cose possono essere tutto o il contrario di tutto”. Il leader del M5s ha dichiarato poi: “Ci conto a conquistare Abruzzo o Piemonte. Sarebbe una cosa meravigliosa. Ci conto perché abbiamo ottimi candidati e ottime probabilità di vincere”.
“La questione morale la stiamo portando avanti noi del Movimento 5 Stelle. Questa è una bellissima cosa e lo ha riconosciuto l’avvocato di Berlinguer”. Così Beppe Grillo all’uscita dal seggio. “Ci ha scritto una bellissima lettera dicendo che noi siamo la continuità con la questione morale dell’ex segretario del Pci” ha aggiunto.
“A morte i politici”, e ferisce i passanti – “Ce l’ho a morte con i politici”: urlando questa frase in strada, un uomo ha ferito alla testa alcuni passanti colpendoli con una mazza da baseball vicino a Roma. Tra i feriti tre o quattro persone, una delle quali è in gravi condizioni. L’episodio a Torvajanica, sul litorale laziale, dove l’uomo è poi stato fermato dai carabinieri della locale stazione.
Salerno: fotografa la scheda, denunciato – Ha fotografato la scheda elettorale dopo aver votato ma è stato sorpreso dal presidente del seggio che ha fatto intervenire i carabinieri. È accaduto a Bellizzi (Salerno) dove si vota anche per l’elezione del sindaco e il rinnovo del Consiglio comunale. L’uomo, 33 anni, è stato denunciato in stato di libertà. L’episodio si è verificato nel seggio di Piazza de Curtis. Sequestrati cellulare e scheda elettorale.
Si presenta al seggio armato: arrestato – Questa mattina un uomo, di cui non sono state rese note ancora le generalità, è entrato armato di un coltello nel seggio allestito nella scuola Paolo Balsamo di Termini Imerese (Palermo). Ha puntato l’arma contro una scrutatrice, minacciandola. Secondo i primi accertamenti l’uomo problemi psichici. È intervenuta la polizia di vigilanza al seggio e l’ha arrestato. La scrutatrice non sarebbe stata ferita.
I DATI NEGLI ALTRI STATI: AFFLUENZA BASSAGran Bretagna – Il Regno Unito è stato il primo paese a votare per eleggere i 73 deputati che siederanno nel nuovo Europarlamento e per rinnovare 161 Consigli locali in Inghilterra e 11 in Irlanda del Nord. L’ultimo sondaggio di YouGov dava un testa a testa fra il partito euroscettico Ukip di Nigel Farage e i conservatori di David Cameron al 23%, con i laburisti al terzo posto e i liberali a distanza al quarto. Un altro sondaggio, realizzato invece da Survation, dava Ukip e laburisti a pari merito al 29%.
In Olanda – Anche nei Paesi Bassi i seggi si sono aperti giovedì per la scelta di 26 eurodeputati. L’affluenza si è fermata al 37%, in calo rispetto al 2009. E secondo un exit poll Ipsos riportato dalla televisione Nos, il partito liberale D66 ha ottenuto il 15,6% dei voti, mentre i cristiano democratici del Cda hanno ottenuto il 15.2%. Calano i consensi per il partito euroscettico e anti-immigrazone Pvv di Geert Wilders, fermo al 12,2%. I liberali del Vvd avrebbero il 12,3%.
Irlanda – A Dublino la consultazione arriva cinque mesi dopo l’uscita del Paese da un programma di salvataggio imposto da Ue e Fondo monetario internazionale. In base ai sondaggi, favoriti sono i partiti di governo. Tra questi, Fine Gael, il principale partito irlandese, che appartiene alla famiglia dei popolari (dovrebbe incassare 4 eletti), ora al governo insieme ai laburisti. Dovrebbe ottenere un risultato positivo anche Fianna Fáil (centrodestra, non all’esecutivo, fa parte dell’Alde), mentre meno influenti sembrano i partiti euroscettici.
Repubblica Ceca – Primo tra gli Stati membri orientali ad andare alle urne, la Repubblica Ceca è anche l’unico Paese dei ventotto in cui le operazioni elettorali si articolano su due giornate anziché su una soltanto. Su questa tornata elettorale pesa la preoccupazione per un forte tasso di astensione: pari o addirittura superiore al 65 per cento, come del resto nelle due precedenti occasioni analoghe. Un recente sondaggio indica in appena il 28 per cento della popolazione coloro che si dicono interessati all’appuntamento elettorale. La crisi in Ucraina, e la conseguente annessione della Crimea da parte della Russia, hanno però suscitato allarme nei Paesi già rientranti nella sfera d’influenza sovietica, tra i quali la Repubblica Ceca costituisce per molti versi quello storicamente più legato invece all’Occidente: ciò potrebbe convincere numerosi cittadini a evitare l’astensione, e spingerli a rafforzare i partiti tradizionali a spese di quelli euroscettici.
I territori d’Oltremare francesi ed altri tre stati – I Dipartimenti d’Oltremare della Francia ieri hanno anticipato la madrepatria di 24 ore e sono andati alle urne insieme a Slovacchia, Lettonia e Malta. Nella prima è in testa nei sondaggi il partito socialdemocratico Smer-SD, considerato intorno al 38% delle intenzioni di voto. Più combattuto il voto in Lettonia: non manca chi ipotizza come nei paesi baltici la questione Ucraina posa spingere i partiti filo-europei, ma in questo caso i russofoni rappresentano il 25% della popolazione. Tanto che il partito pro-russo, già vincente alle ultime legislative, potrebbe battere i filoeuropeisti.
Nell’isola di Malta, invece, i sondaggi danno un testa a testa tra laburisti e nazionalisti. Si assegnano sei seggi, che dovrebbero dividersi proprio le due forze maggiori, come si spiega sul Times of Malta.
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