“Sta esplodendo in Europa e anche su più vasta scala la questione della disoccupazione giovanile, di una generazione senza lavoro. E’ questa la nuova grande questione sociale del nostro tempo”. Lo scrive il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in un messaggio per il Primo Maggio. “Auspichiamo tutti con molta fiducia e insistenza che il nuovo governo possa veramente affrontare in
modo efficace la gravissima situazione economica e lavorativa,
che grava sulla gente. Questo è il nostro auspicio”, gli fa eco il
presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, alla vigilia
del 1 Maggio, Festa del Lavoro, a margine di una Messa per il
precetto pasquale celebrata presso la banca Carige, a
Genova.
La festa del Lavoro senza lavoro. Questo il sapore più che mai della giornata
che si celebrerà domani. Sicché, alcuni studenti a Bologna cercano di costruire
la memoria di quel che è stato. Costruire una memoria collettiva del
lavoro in Emilia-Romagna, coinvolgendo le scuole superiori della
regione nella raccolta e nell’archiviazione dei racconti di
persone nate prima del 1950 che desiderino raccontare e lasciare
una testimonianza video delle proprie esperienze di lavoro. Si
chiama “Un lavoro di memoria”, il progetto della Regione
Emilia-Romagna realizzato in collaborazione con le parti sociali
e con Memoro-Banca della Memoria, l’iniziativa no profit
internazionale nata per conservare e mettere a disposizione di
tutti storie e memorie sotto forma di clips audio e video. Gli
studenti, singolarmente o in gruppo, potranno partecipare
realizzando una intervista con un telefonino, una macchina
fotografica o una videocamera ad una persona nata prima del 1950
sul tema del lavoro. “In questi anni molti hanno creduto che si
potesse crescere, produrre ricchezza senza lavoro, convinzione
che ha determinato questa crisi globale e stravolto gli stessi
valori della nostra vita collettiva- spiega l’assessore regionale
alla Scuola e al Lavoro Patrizio Bianchi- insieme agli studenti e
in occasione della festa del Primo Maggio vogliamo tornare a
riflettere sul senso del Lavoro, raccogliere, condividere ed
archiviare storie di cultura del lavoro attivando un dialogo tra
generazioni su un tratto importante dell’identità del nostro
territorio”. Il progetto è rivolto alle scuole secondarie di secondo grado
dell’Emilia-Romagna.
“Il più grande laboratorio sui generi musicali mai realizzato in Italia, un patrimonio che abbastanza presto lascerò per il futuro”. Così l’organizzatore Marco Godano parla del Concertone del Primo maggio, il tradizionale appuntamento in piazza San Giovanni a Roma con il quale i sindacati confederali celebrano ormai da 24 anni la Festa dei lavoratori. Tutto è pronto anche a Taranto, la città del dramma dell’Ilva, per lo spettacolo alternativo all’evento della capitale: sul palco Mannoia, Barbarossa, Baccini, gli attori Elio Germano e Michele Riondino (figlio di un operaio del siderurgico), tutti sotto lo slogan “Si ai diritti. No ai ricatti”.