Un governo per le riforme, in cui confluiscano le «principali» forze politiche nel solco del cammino europeo. Il leader di Scelta Civica Mario Monti non sembra intenzionato a sbarrare la strada ad un ipotetico Esecutivo Bersani, a condizione che il suo programma di otto punti venga ampliato.
Il premier uscente sa perfettamente di essere indispensabile al
tentativo dei democrat, che senza i “centristi” difficilmente potrà trovare i
numeri in Senato. Per questo Monti lascia socchiusa la porta e alza il tiro, ponendo alcuni paletti. Questa posizione si è delineato oggi durante un vertice con gli eletti a Montecitorio. Ci
sono anche gli esponenti di Udc e Fli.
Scelta Civica ha incontrato Napolitano oggi al Quirinale ed è
Monti a far capire come intende muoversi: ribadisce che Scelta
Civica non deve essere la «stampella» di nessuno. Riconosce
che le urne, soprattutto per un partito del 10%, rappresentano
un rischio, ma è altrettanto rischioso dar vita ad un governo
incapace di risolvere i problemi del Paese.
Monti chiede a Bersani di ampliare il suo programma di governo: servono soluzioni per l’economia, in linea con l’Europa. Pone
l’accento sui nodi del lavoro e della giustizia e lancia l’idea di larghe intese a
«geometrie variabili»: nel senso di un governo che trovi in
Parlamento maggioranze diverse a seconda dei temi trattati.
Sosterremo il «secondo giro», spiega uno dei
presenti, sostenendo che Napolitano, qualora fallisca il leader
del Pd, darà l’incarico ad altri. Magari ad Anna Maria
Cancellieri. Ma i fedelissimi di Monti, spiegano che in realtà
il professore sarebbe pronto anche a sostenere Bersani, purché
dia qualche garanzia in più su Europa e riforme, abbandonando
qualsiasi velleità verso M5S.