'Alla gogna!!!': quando i grillini gettavano fango sulla (innocente) Ilaria Capua
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'Alla gogna!!!': quando i grillini gettavano fango sulla (innocente) Ilaria Capua

La virologa deputata di Scelta Civica fu indagata e poi prosciolta in un'inchiesta su un traffico di virus. Lasciò la Camera accusando la campagna politica contro di lei nella quale i più feroci furono i grillini

Ilaria Capua
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11 Novembre 2018 - 12.21


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C’era una volta – e c’è ancora – una pagina Facebook chiamata «noivotiamoM5S». I suoi utenti si erano lasciati andare ai soliti insulti, ovviamente con il solito sessismo quando si tratta di donne. «Poi la fanno ministro della sanità, troia». «Grandissima zoccola!» «Se la notizia fosse vera, meriterebbe di iniettarglielo a forza il virus…» «Hija de puta». «Iniettatela a lei!!!!» «Alla gogna!!!!».

Che era accaduto? Ilaria Capua, virologa e poi eletta in Parlamento nelle liste di Scelta Civica era stata indagata in una inchiesta su presunto traffico illecito del virus dell’Aviaria. In pratica si ipotizzava che qualcuno potesse aver diffuso il virus per speculare sui vaccini.

I grillini – quelli ufficiali – avevano subito preso la palla al balzo e pubblicavano posto su post con il titolo: Ilaria Capua si dimetta! (con tanto di punto esclamativo).
“I deputati della commissione Cultura del M5S chiedono la sospensione da Vicepresidente della VII Commissione di Ilaria Capua di Scelta Civica iscritta nel registro degli indagati “per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, all’abuso di ufficio e per il traffico illecito di virus“.

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E ancora in un posto dal titolo “La grande truffa del traffico di virus per vendere i vaccini” dal quale emerge il complottismo No Vax così presente tra i grillini:

“Oggi in Aula abbiamo chiesto conto al Governo di riferire sul caso del presunto traffico illecito del virus dell’Aviaria, scoperchiato da i carabinieri dei Nas e dalla procura di Roma, denunciato da un’inchiesta sulla stampa.

Nel 2005, infatti, il Governo Berlusconi aveva acquistato 50 milioni di euro di vaccini a causa di un’emergenza – quella della possibile diffusione anche in Italia del virus dell’Aviaria – che oggi, secondo la magistratura, sarebbe stata fatta montare ad hoc per creare un clima di allarme e giustificare il business dei vaccini.

Secondo le indiscrezioni riportate dalla stampa, nella vicenda sarebbero coinvolti dirigenti del ministero della Salute, manager, case farmaceutiche e ricercatori. Tra questi ultimi la virologa, oggi deputata di Scelta Civica, Ilaria Capua, alla quale abbiamo chiesto di dare le dimissioni.

Se l’inchiesta della magistratura dovesse confermare l’accaduto ci troveremmo di fronte a un episodio gravissimo, perché esploderebbe un caso di corruzione che ha comportato un esborso di 50 milioni di euro da parte del Servizio Sanitario Nazionale (cioè soldi nostri) che ha procurato, indirettamente, un danno alla salute dei cittadini, i quali sarebbero stati letteralmente raggirati.

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Al Governo, dunque, abbiamo chiesto se fosse a conoscenza dei fatti, in base a quali dati o criteri il ministero ha deciso l’acquisto dei vaccini e, nel caso in cui le accuse dovessero essere confermate, se il Governo non intenda chiedere un risarcimento nei confronti del SSN alle case farmaceutiche per procurato danno. A tal proposito abbiamo ricordato all’esecutivo che il Tamiflu, l’antivirus utilizzato nel 2005 (casa farmaceutica Roche) si è rivelato del tutto inefficace.

In pratica, sono stati spesi decine di milioni di soldi pubblici per un antivirus inefficace che sarebbe dovuto servire a contrastare un pericolo di contagio che forse non è mai esistito.

Da parte sua, il Governo ha dichiarato che il ministero della Salute non sapeva nulla della vicenda e che tutte le procedure sono state rispettate dagli organismi coinvolti nelle procedure.

Dunque, secondo il Governo sarebbe tutto in ordine. Attendiamo gli sviluppi delle indagini e verificheremo se anche la magistratura la pensa così”.

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Poi Ilaria Capua fu completanente prosciolta e, provata per la macchina del fango, decise di rassegnare le dimissioni dal Parlamento e disse nel suo ultimo discorso da deputata: “Devo recuperare la sofferenza e la lucidità e la fiducia in me stessa e per usare al meglio il tempo a mia disposizione”, spiegò annunciando di aver accettato la direzione di un centro di eccellenza di ricerca in Florida. “Do voce – ha aggiunto – agli innocenti accusati ingiustamente che attendono impotenti che la giustizia faccia il loro corso. Quello che è successo a me può succedere a chiunque”.

C’è da dire che a proscioglimento e dimissioni avvenute Silvia Chimienti ebbe la dignità di chiamare la Capua per chiederle scusa.
Lei lo fece. I mandanti politici di quella campagna di dicredito e di fango, non l’hanno mai fatto.

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