Napolitano non si ricandiderà: "Questione chiusa"
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Napolitano non si ricandiderà: "Questione chiusa"

Il portavoce del Presidente risponde a De bortoli con un tweet: per rispetto della persona e dell'istituzione non insistete più.

Napolitano non si ricandiderà: "Questione chiusa"
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10 Marzo 2013 - 11.40


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Parola fine ad ogni ipotesi di ricandidatura di Napolitano. La mette Pasquale Cascella, portavoce del Presidente: ”Una regola di rispetto della
persona e dell’istituzione consiglierebbe di considerare la
questione chiusa”. Una risposta giunta dopo la sollecitazione del direttore del Corriere della sera sul giornale in edicola oggi. De bortoli ha chiesto al Capo dello Stato di candidarsi e rimanere ”almeno per un po”’.

Cascella, che ha risposto con un tweet

, vera novità, ribadisce la posizione di Napolitano con un link che rinvia al sito del Quirinale e, piu’ precisamente, alla nota del 21 febbraio scorso dal titolo ”Il Presidente Napolitano non ritiene ipotizzabile una riproposizione del suo nome per la Presidenza della Repubblica”. ”Il Presidente Napolitano – si legge nella nota – ha da tempo pubblicamente indicato le ragioni istituzionali e
personali per cui non ritiene sia ipotizzabile una
riproposizione del suo nome per la Presidenza della Repubblica”.
Egli apprezza e ringrazia, nel loro significato di espressione
di fiducia nei suoi confronti, dichiarazioni di varie
personalita’ a favore di una sua eventuale ricandidatura. Ma al
Parlamento in seduta comune con i rappresentanti delle Regioni
spettera’ eleggere un nuovo Presidente della Repubblica, e
rispetto a cio’ ogni ipotesi appare oggi prematura. Dal canto
suo, il Presidente Napolitano non puo’ che confermare le
posizioni gia’ espresse nel modo piu’ limpido e netto”.
Nel suo editoriale, dal titolo ”Il futuro presidente”, De
bortoli sottolinea che le ”tenui speranze” di formare un
governo sono ”tutte nelle mani del capo dello Stato, i cui
poteri si stanno di fatto esaurendo”. Secondo De bortoli, la
presidenza della Repubblica, alla luce delle scadenze
istituzionali e del quadro di incertezza, deve essere
”sottratta ai prevedibili effetti di un grande gioco d’incastro
fra candidature e veti”. ”L’idea non piace all’interessato –
osserva – ma la saggezza e il buon senso, merci ormai rarissime,
dovrebbero consigliare ai partiti di rieleggere il 15 aprile
Giorgio Napolitano” visto che la Costituzione non lo vieta,
facendo ”di necessita’ virtu”’. Perche’, argomenta, il Paese
ha ”maledettamente bisogno di un punto fermo” e un voto
”largamente maggioritario” per Napolitano avrebbe ”uno
straordinario significato, quasi uno scatto d’orgoglio
nazionale” soprattutto agli occhi degli osservatori esteri.
Napolitano potrebbe cosi’ portare fino in fondo il suo tentativo
”nella pienezza dei poteri”, potendo eventualmente anche
sciogliere le Camere. Poi sarebbe Napolitano, conclude De
bortoli, a decidere se dimettersi ”anche dopo pochi mesi”.

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