Il fenomeno del populismo ”esiste
in molti Paesi” e ”anche in Italia: è un fenomeno molto
diffuso con la tendenza a non vedere la complessità dei
problemi o forse a vederla, ma a nasconderla ai cittadini
elettori, facendo leva sui loro interessi immediati e senza fare
azioni di spiegazioni della complessità dei problemi, come io
credo faccia parte dei doveri di chi ha delle responsabilità
politiche”. Parola del premier Mario Monti, che da Cannes attacca, senza citarlo, Silvio Berlusconi, dopo l’annuncio del ritorno in campo e le critiche che ha fatto al governo tecnico.
Monti, con la sua solita eleganza pone alcuni quesiti impliciti, ma ben comprensibili agli italiani.
Quasi certamente rivolgendosi ancora una volta a quello che ieri, dalla Scala, ha definito il Re Sole, ricorda l’immediato passato. Chi è che in Italia ha mai fatto promesse irrealizzabili? E chi è che ha mistificato la realtà e l’ha nascosta?
Domande retoriche per i più. Basti ricordare uno degli ultimi discorsi del cavaliere, ancora allla guida del governo, che parlava di ristoranti pieni e di crisi che in Italia non sarebbe stata così mordente.
Nascondere i problemi facendo leva sui loro interessi immediati e senza fare
azioni di spiegazioni della complessità, sottolinea appunto il professore.
Per anni è stata questa la politica del governo di centro-destra.
E adesso che il cavaliere sta cercando di porre fine, in anticipo, al governo tecnico, e tornano i leitmotiv del sempiterno disco rotto che ci ha guidato negli ultimi vent’anni, Monti si toglie qualche sassolino dalla scarpe, nella speranza di non dover assistere a un ritorno al passato.
”Purtroppo questa scorciatoia verso la ricerca del consenso anche attraverso la
presentazioni di promesse illusorie è un fenomeno che in molti
Paesi europei e non solo europei sta caratterizzando la vita
politica”, conclude Monti. E l’Italia non è da meno.
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