Casini lancia un segnale: vado a trovare Cuffaro
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Casini lancia un segnale: vado a trovare Cuffaro

Il leader Udc lo racconta pubblicamente e dà una spiegazione cristiana. E' chiaro il messaggio pre-elettorale inviato agli amici degli amici. Siamo in Sicilia.

Casini lancia un segnale: vado a trovare Cuffaro
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2 Maggio 2012 - 18.41


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di Tancredi Omodei

“Vado a trovare Cuffaro ogni mese”. Parole di Casini, che balzano immediatamente in prima pagina.

“lo dico apertamente, e non solo non me ne vergogno – ha aggiunto Casini – ma ritengo che faccia parte dei miei doveri di uomo e di cristiano”.Quello che è presentato come un “retroscena” è svelato da Pieferdinando Casini durante la conferenza stampa al comitato elettorale di Massimo Costa, candidato a sindaco di Palermo.

Ora, in questa “rivelazione”, sono importanti due cose: il luogo e il tempo. Che Casini incontri, ed abbia incontrato, ogni mese Cuffaro in carcere ci pare meritorio e umanamente comprensibile. Sono amici e l’uno, Cuffaro, ha dato numeri dignitosi a un piccolo partito. Si sa, senza l’UDC siciliano, il partito di Casini sarebbe stata poca cosa. E poi, di una cosa bisogna dare atto a Cuffaro, al di là delle responsabilità che, comunque, lo hanno portato in carcere e lo vedono in carcere, ha sempre rispettato la corte che lo mandava in carcere e sta affrontando la reclusione con serenità. Quindi, niente di male nella “rivelazione” di Casini, meno convincente – come dicevamo – il luogo e il tempo della publicizzazione di una pratica che, per conservare il valore, avrebbe meritato riserbo. Ma allora, perché la “rivelazione”?

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La dichiarazione di Casini arriva a meno di una settimana del voto, e in Sicilia la sortita dell’ex Presidente della Camera da molti è interpretata come una dichiarazione di permanente e inalterata amicizia che può servire ad evitare fughe di consensi cuffariani in altri lidi. La partita in Sicilia è decisiva, soprattutto per una forza politica che in Sicilia ha metà, o quasi, della propria ragione d’esistere.

C’è anche un’altra coincidenza, che non si contrappone alla prima:le parole di Casini arrivano a una settimana esatta dal giorno in cui è stata fissata l’udienza preliminare per la richiesta coatta di rinvio a giudizio per concorso esterno all’associazione mafiosa avanzata dalla Procura di Catania nei confronti di Raffaele Lombardo, presidente della Regione, e del fratello Angelo, deputato nazionale dell’Mpa. E qualche giorno fa, Casini si era detto”imbarazzato”della possibilità di trovarsi all’interno di un nuovo soggetto politico in compagnia di Lombardo.

In Sicilia, il voto di domenica e lunedì, oltre a determinare il governo del capoluogo, porrà le basi dei rimescolati schieramenti per dare l’assalto al governo della Regione. E Casini, col suo partito, se non uscirà dimagrito dalle amministrative di domenica e lunedì, vorrà esserci, magari, chissà, per far sedere seduto un suo uomo nella poltrona più importante di Palazzo d’Orleans.
Intanto, per domenica e lunedì Casini si ritrova in compagnia di Pdl e Miccichè a sostegno di Massimo Costa.

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