Feldmarescialli Bossi e Ferrara come Tantawi
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Feldmarescialli Bossi e Ferrara come Tantawi

Tutelare il diritto del popolo di portare subrette in Parlamento. Bossi e Ferrara volevano le elezioni. Come Tantawi, che ha giurato in Egitto si voterà. <br>

Feldmarescialli Bossi e Ferrara come Tantawi
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26 Novembre 2011 - 23.57


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C’era un tempo una bellissima trasmissione di “Radio Tirana” intitolata “Cresce e si rafforza il marxismo-leninismo nel mondo”.  L’emittente, potente come una Radio Maria ante litteram, si sentiva benissimo un po’ ovunque, anche qui da noi, in perfetto italiano ovviamente. Mi piaceva quella sigla roboante, quello speaker dallo stesso tono baritonale degli speaker del Cinegiornale. “Cresce e si rafforza il marxismo-leninismo nel mondo”… Lo diceva con una profondità da farlo sembrare vero. Me ne sono ricordato ieri sera, leggendo le ultime notizie che arrivano dall’Egitto.

Ogni epoca storica ha i suoi filoni culturali, i suoi movimenti “epocali” che sgorgano genuini dalle viscere dei popoli. E in questo nostro mondo globalizzato le idee forti sono ancor più trasversali di quanto non fossero ieri, giusto? E così, leggendo, mi sono reso conto che il nuovo pensiero forte che si diffonde in questo nostro mondo, o quanto meno in questo nostro Mediterraneo, si chiama “elettoralismo”. Tanto che ho sognato una trasmissione dalla sigla avvincente, “Cresce e si rafforza l’elettoralismo nel mondo.”

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L’elettoralismo è un pensiero davvero forte, che lascia gli avversari senza argomenti. Uno dei suoi più nobili maestri è il feldmaresciallo Tantawi, comandante in capo della giunta militare che guida con fraterna benevolenza il dimissionario governo egiziano. Ragiona proprio come Bossi e Ferrara, per i quali davanti alla tempesta finanziaria che sta sconvolgendo il nostro paese non serviva coesione nazionale, ma campagna elettorale. Perché altrimenti andava in pericolo il bene supremo, la democrazia…

Preoccupati di tutelare il diritto del popolo sovrano di portare altre subrette in Parlamento grazie al democraticissimo meccanismo delle liste bloccate, Bossi e Ferrara volevano che in questi giorni di possibile dissolvimento della nostra valuta noi andassimo, con un governo dimissionario, non a Bruxelles, ma a sentire i comizi della Santanchè o di Veltroni. E’ la forza dirompente dell’elettoralismo. Se ne è accorto anche quell’altra vestale del modello ateniese, il capo della giunta militare Tantawi, che nelle ore trascorse ha giurato che il voto in Egitto non slitterà, parola di feldmaresciallo.

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Ci sono una quarantina di morti in piazza? Fa niente, la loro memoria birichina (dispiace siano morti, ma potevano pur starsene a casa, o no?) sarà comunque purificata dal libero esercizio democratico del voto! In molti collegi non si sa chi siano i candidati? Ma a che serve! L’importante è che si sappia chi sono gli eletti! Questa delle elezioni a liste elettorali incerte è una innovazione fantastica, davvero una prelibatezza che il feldmaresciallo Tantawi offre all’elettoralismo globale. Purtroppo non la citano in molti, chissà perché.

Ma lasciamo perdere, per un momento almeno, i toni faceti. L’elettoralismo è una minaccia vera, concreta, della quale dobbiamo capire bene forza e  pericolosità. L’elettoralismo riduce la democrazia a voto, pur sapendo benissimo che anche ai tempi di Mubarak si votava, e quanto si votava… La democrazia non sarebbe anche altro? Partecipazione ad esempio, o divisione dei poteri? Non sarebbe opportuno prima di votare, caro feldmaresciallo, abolire le leggi speciali per cui 12 mila civili egiziani sono in attesa di giudizio da parte di tribunali militari?

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Ma il feldmaresciallo Tantawi è un democratico convinto e sa bene che la paura, il terrore del caos che deve essere ben presente nel cuore di tanti egiziani, va sfruttato subito, prima di essere costretto dai “poteri forti”, cioè dalla piazza, a fare altre concessioni. Ovvio che i più probabili “beneficiari” di questa paura, i Fratelli Musulmani, si dimentichino anche del Profeta pur di approfittare di una simile occasione e diventare i gestori dell’oggi per l’oggi in nome e per conto del fedmaresciallo. Perché? Ma perché credono nella democrazia!

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