Diario della crisi, aspettando Monti
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Diario della crisi, aspettando Monti

Napolitano comincia le consultazioni al Quirinale, Alfano e Gasparri se la prendono con la piazza e i sinistri

Diario della crisi, aspettando Monti
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13 Novembre 2011 - 12.09


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Alfano ammette: divisioni nel Pdl su Monti. «Il clima nel Pdl? È vero che nel partito ci sono delle grandi opposizioni al governo tecnico Monti, sono anche giustificate. Anche a costo di aspri contrasti interni, la nostra posizione, comunque, non cambia: diremo sì all’incarico a Monti», ma per votare il nuovo governo «vogliamo vedere prima il programma, la composizione e i tempi del mandato». Lo ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, nel corso della trasmissione di Lucia Annunziata.

Gaspari contro Sarkozy: non si impicci dell’Italia. «Sarkozy voleva venire in Italia per impicciarsi del nostro governo? Spero la notizia sia falsa. Oppure aveva fretta perchè in primavera, dopo la sua prevista sconfitta elettorale, in Italia potrebbe venire solo da turista. Il presidente francese si occupi dei suoi conti pubblici e delle sua banche che vanno molto peggio che in Italia. E viva con serenità i suoi ultimi mesi all’Eliseo». Lo afferma il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri.

Brunetta: senza Lega e Pdl non si va da nessuna parte. «La Lega ha detto una cosa seria che valuterà di volta in volta. Quando si presenterà solo ed unicamente l’agenda europea non potrà che dire di sì ma se il prossimo governo andrà fuori dall’agenda nè la Lega, ma sopratutto il Pdl, non darà il suo consenso». Lo ha affermato il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta, in collegamento telefonico a Tgcom24 sul canale 51 e in diretta streaming su tgcom.it. «Il Pdl e la Lega -ha aggiunto- sono maggioranza assoluta al Senato e relativa alla Camera. Senza il Pdl non si va da nessuna parte, senza i due non c’è nessuna maggioranza. La situazione è drammatica ma a tutto c’è un limite e la messa in soffitta della democrazia mai».

Casini: il governo duri fino a fine legislatura. «Abbiamo espresso l’auspicio che il governo duri fino alla fine della legislatura». Lo ha detto il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini al termine della consultazione del Terzo Polo al Quirinale. «Tatticismi e furbizie non sono ammesse».

Pdl: sì condizionato a Monti. La linea non cambia. Oggi il Pdl, alle consultazioni del Quirinale, ribadirà il suo sì condizionato al governo Monti. Silvio Berlusconi, infatti, è disposto a sostenere ‘l’esecutivo del Professorè se resta in carica il tempo necessario per uscire dalla crisi finanziaria, i ministri non si candidano alle prossime elezioni e il programma è basato esclusivamente sugli impegni scritti nella lettera d’intenti presentata alla Ue e alla Bce. Dopo l’esperienza dell’ex commissario Ue, riferiscono fonti parlamentari della maggioranza, per il Cavaliere c’è solo il voto. Allo stato, la delegazione pidiellina al Colle sarà formata dal segretario Angelino Alfano e dai capigruppo di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. L’ufficio di presidenza del partito, riferiscono, dovrebbe tenersi solo dopo che Monti avrà ricevuto l’incarico e avvierà i confronti con i leader di tutte le forze politiche per formare il nuovo esecutivo. L’organismo direttivo, dunque, si riunirà per sciogliere la sua riserva solo quando Monti avrà visto lo stato maggiore di via dell’Umiltà (Berlusconi in testa) e avrà dato le sue garanzie sui ‘palettì indicati dal Pdl.

Pisapia: Milano ha aperto la strada. «Italia buongiorno. Allora è vero: Milano aveva aperto la strada». È questo il messaggio che il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, primo esponente di centrosinistra dopo 18 anni a palazzo Marino, ha postato oggi su twitter per festeggiare le dimissioni di Silvio Berlusconi e l’arrivo di un nuovo governo. «Cinque mesi dopo le elezioni a Milano – ha scritto oggi Pisapia- rieccoci a festeggiare un’altra vittoria: stavolta quella del buon senso, per le elezioni ci vorrà ancora un pò di tempo. Ma noi ne siamo orgogliosi perchè allora è vero, come hanno scritto in molti, che Milano aveva aperto la strada! Oggi è terminata un’epoca: fine degli illusionisti e della seconda repubblica». «Cominciamo bene la terza con rigore, concretezza e giustizia sociale -aggiunge Pisapia-. La serietà, la sobrietà, la passione civile che ci hanno portato a Palazzo Marino e il risveglio del ‘popolo arancionè, stanco di essere umiliato, hanno contagiato il Paese. E dunque, Italia Buongiorno!».

Rosy Bindi: l’ora del riscatto per la politica. «Noi abbiamo espresso una preferenza per un governo formato da tecnici non per deresponsabilizzarci come partiti, ma per permettere a questo esecutivo di lavorare in autonomia come chiede la Costituzione: questo non è un governo che siccome è formato da tecnici deresponsabilizza la politica, anzi. Dopo i voti di fiducia questo è il momento per un riscatto della politica». A sostenerlo è Rosy Bindi (Pd), in collegamento telefonico a Tgcom24. «Noi – sostiene Bindi – abbiamo chiesto discontinuità e di interloquire con l’Europa. Crediamo che si possano fare cose serie con grande equità, e infatti la lettera della Bce va attuata con sintesi politica e completata nella parte dell’equità fiscale. Siccome si dovranno chiedere sacrifici a tutti, chi ne ha fatti meno farà la sua parte per il Paese. Sul welfare – conclude l’esponente del Pd – si dovrà intervenire, non per tagliare, ma per renderlo più equo».

Rao (Ucd): ora credibilità anche in Rai. «La credibilità di un Paese che si riaffaccia alla normalità si misura anche dal suo servizio pubblico radiotelevisivo. Ora voltiamo pagina, quella degli editoriali e del giornalismo da stadio che hanno contribuito ad allontanare i cittadini dalla politica, per aprirne una nuova dove il pluralismo dell’informazione torna protagonista e non antagonista dell’informazione ai cittadini che pagano il canone». È quanto sottolinea in una nota Roberto Rao, capogruppo Udc in commissione di Vigilanza Rai.

Bossi: faremo opposizione. «Staremo fuori, all’opposizione, vigili, a vedere le cose che il governo proporrà. Vedremo di volta in volta e decideremo. Vedremo le cose che il governo vorrà fare, dobbiamo conoscere bene cosa deve fare e come lo farà, in ogni caso non diamo mandati in bianco», ha puntualizzato Bossi ribadendo: «i voti li avranno». «Noi abbiamo sempre in mente la nostra Padania, il nostro interesse rimane l’interesse del Nord» ha concluso Bossi

Brambilla: Berlusconi preoccupato per il paese. «Vivo questo momento con grande preoccupazione. Spero che il clima di sostegno a questo governo sia diverso da quello visto ieri fuori dal Quirinale»: a sostenerlo è il ministro uscente del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, ai telefoni di Tgcom24. Si tratta di un governo, osserva Brambilla, «guidato da una persona che gode di grande stima. Tanto che lo stesso Berlusconi lo chiamò dieci anni fa come commissario europeo. Certo però questo governo è chiamato ad attuare un programma già varato dal governo Berlusconi». «Se la forza di Monti – ragiona Brambilla – sarà quella di trovare in Parlamento la coesione politica per attuare questo programma, sarà un bene. Ma solo questo, perché‚ la politica non può essere commissariata. Oggi Berlusconi è molto preoccupato per il Paese e questo ricalca l’interesse che ha per l’Italia, perch‚ in fondo non ha perso le elezioni, ma soprattutto al Senato ha ancora la maggioranza; non è mai stato sfiduciato alla Camera, e ha dimostrato un gran senso di responsabilità verso gli italiani»

Catiuscia Marini: vogliamo donne al governo. «Ci aspettiamo che nel governo Monti ci sia attenzione anche alle competenze e alle professionalità delle donne. Vogliamo che in un momento così difficile per l’Italia accanto ad autorevoli ministri uomini ci siano autorevoli ministri donne». Lo ha detto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, a margine di un convegno a Perugia sulle donne in politica. «Ci aspettiamo – ha proseguito – una collaborazione istituzionale anche con le Regioni e le Autonomie locali per affrontare i temi della ripresa e dell’uscita dalla crisi che riguarda l’intero Paese. C’è una situazione difficoltà sul lavoro e sulle imprese – ha concluso Marini – noi siano a disposizione per collaborare».

Usigrai: il governo affronti l’emergenza della tv pubblica. «Diamo per scontato che sia finita o comunque che debba finire una stagione di esclusioni e censure e facciamo appello al governo e alla maggioranza parlamentare che verranno: portare in Europa anche il servizio pubblico radiotelevisivo». È quanto dichiara il segretario dell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, Carlo Verna sottolineando che «c’è, oltre quella primaria per il Paese, pure un’emergenza Rai». Per Verna, «se non si riesce a fare una legge articolata sulla governance del servizio pubblico, si opti per una leggina che, anche per una sola volta, metta nelle mani della massima istituzione di garanzia ovvero la Presidenza della Repubblica, sentiti i presidenti di Camera e Senato, la designazione di personalità autorevoli e indipendenti che possano traghettare la Rai fuori dalla situazione in cui si trova». Afferma il segretario dell’Usigrai: «Non si può lasciare ancora l’azienda di viale Mazzini nelle mani dei partiti, non si può pensare che gli attuali vertici abbiano la credibilità necessaria per dare una scossa positiva, nè si può rieleggere il cda con i meccanismi della legge Gasparri.

La Cgil non ha mai espresso pareri sui ministri. La Cgil non ha mai espresso giudizi o pareri su possibili ministri del nuovo governo. Lo puntualizza il sindacato di Corso d’Italia in riferimento ad alcune notizie di stampa circa il «gradimento» della Cgilnei confronti di alcuni nomi circolati per l’ingresso nella squadra di Mario Monti.

Scienziati per Marino ministro. Ventitrè scienziati e ricercatori lanciano un appello per la nomina a ministro del senatore Ignazio Marino (Pd), la cui «esperienza a livello internazionale – affermano – può essere determinante per fare uscire l’Italia da un provincialismo che l’ha resa debole». Tra i firmatari dell’appello anche Giovanni Bignami, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, Stefano Vella, dell’Istituto Superiore di Sanità, e vari ricercatori impiegati all’estero. «Per molti di noi – si legge nell’appello – che ci occupiamo di ricerca scientifica, lavorare e vivere all’estero significa prima di tutto poter immaginare il futuro. Per molti scienziati italiani purtroppo questo non è possibile. Perchè? Il sistema italiano è in difficoltà rispetto a tutti i paesi del G20. Non investiamo in ricerca, in sviluppo, in innovazione: l’Italia per troppo tempo si è dimenticata di investire sul futuro e sulle generazioni che verranno. Senza un progetto chiaro, senza una visione e senza investimenti l’Italia ha poche speranze di potersi risollevare». Questo scenario, avvertono gli scienziati, «richiede un cambiamento e noi riteniamo davvero che un governo tecnico, nonostante il percorso difficile che dovrà affrontare, si debba occupare di ricerca, di sanità e delle applicazioni in ambito economico, sociale e clinico delle scoperte scientifiche. Da esse dipendono la vita e i diritti delle persone, così come la stessa crescita dell’Italia». «Noi riteniamo che il senatore Ignazio Marino, attuale presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale – sottolineano – sia la persona adatta per rappresentare e comprendere queste esigenze. È un chirurgo di chiara fama oltre che un ricercatore. Egli è un tecnico oltre che un politico, che conosce approfonditamente il mondo scientifico e della sanità». «Siamo certi – concludono gli scienziati – che saprebbe individuare e valorizzare le priorità per lo sviluppo della ricerca e della sanità in Italia. Priorità delle quali si parla da anni, ma su cui si è intervenuti davvero troppo poco».

Di Pietro: Aspettiamo di vedere la squadra. «Attendiamo con fiducia che il presidente Napolitano ci indichi il nome del premier e che il caposquadra ci indichi chi è in squadra. Una squadra in cui non ci siano politici», ha aggiunto Di Pietro. Per Di Pietro «bisogna tornare al più presto alle urne. nell’emergenza attuale però è difficile avviare le procedure per votare». Da qui la richiesta dell’Idv di un governo «a tempo».

Veltroni: no a governo a tempo. Walter Veltroni è contrario a fissare una scadenza per la durata di un eventuale, nuovo governo a guida Mario Monti: secondo Veltroni «una scadenza non si può fissare perchè la gravità della crisi è troppo vasta». Stamani a Orvieto per l’assemblea di Libertà Eguale, Veltroni ha anche detto che «non si può chiedere a Monti di mettere in programma la nuova legge elettorale: la deve fare invece il Parlamento».

Alfano: i sinistri festeggiano come se la crisi fosse finita. «Alle 14.30 sarò dall’Annunziata su Rai 3 e gliene dirò quattro a questi sinistri che festeggiano come se la crisi italiana fosse finita!». Lo scrive il segretario del Pdl Angelino Alfano su twitter.

Granata: la fine di Berlusconi nasce dal coraggio di Fini. «La rivoluzione italiana, la fine politica di Berlusconi e l’apertura di una nuova pagina per la Nazione, densa di incognite ma tutta da scrivere, nasce innanzitutto dal »coraggio di dire di no«di Gianfranco Fini e di chi lo ha seguito nella sua rottura irreparabile con Berlusconi e ciòche ha rappresentato e nella lunga marcia nel deserto,intrapresa a Bastia Umbra». Lo scrive nel suo blog (www.fabiogranata.com) , Fabio Granata, vicecoordinatore Nazionale di Fli. «Dopo più di un anno di battaglie parlamentari e politiche, quei semi hanno determinato il primo raccolto e un fondamentale e importante traguardo: liberare l’Italia da un potere arrogante, corrotto e privo di progetto per il bene comune. Per una volta – scrive Granata – a prevalere non èstato il più spregiudicato e potente ma chi ci ha creduto e si èrimesso radicalmente in gioco, gettando sul tavolo in un sol colpo la posta più alta e la propria stessa possibilità di sopravvivenza politica. Ora si apre una nuova fase e noi voltiamo pagina,senza accanimenti o volontà di vendetta. Il percorso è lungo e ancora complesso e adesso bisogna sfoderare idee, volontà, progetti e, sopratutto, esempi per costruire una nuova Italia». «Ma se i nostri sforzi – continua Granata – saranno indirizzati al domani, ci accompagnerà sempre la memoria dei fatti e dei comportamenti individuali e quindi la certezza che non potrà più accadere di ritrovarsi con alcuni sedicenti uomini di destra che sono stati i più veloci ad accucciarsi ai piedi del vecchio potere, a farsi corrompere e, la categoria peggiore, a rubarci l’acqua e disertare nel punto più difficile della traversata».

Maroni critica la piazza: brutto spettacolo. «Ieri è stato un brutto spettacolo, vedere gente che offende, che sputa, che lancia di tutto. Non solo nei confronti di Berlusconi ma di una persona. Forse non sanno che la loro maggioranza politica avrà anche Berlusconi». Lo afferma il ministro dell’Interno uscente, Roberto Maroni, ai microfoni di Sky Tg24.

Dal Psi sostegno a Monti. «È stato un incontro positivo. Abbiamo confermato il nostro sostegno a Mario Monti e abbiamo evidenziato due aspetti: il governo dovrebbe essere composto da tecnici ed eccellenze politiche di qualità. C’è più bisogno di equità sociale ed economica». Lo ha detto il leader del Psi Riccardo Nencini nel Salone alle Vetrate del Quirinale, accompagnato da Carlo Vizzini, presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato.

Gasparri: odio verso Berlusconi, polizia impreparata. «Le manifestazioni di odio, che nelle ultime ore a Roma hanno trovato assolutamente impreparati i responsabili operativi dell’ordine pubblico, la dicono lunga sulle conseguenze delle campagne denigratorie alimentate da anni dalle sinistre politiche, televisive e giornalistiche. Anche dal clima che si creerà nel Paese dipenderà l’esito di questa fase politica». Lo afferma il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri che se la prende con le forze dell’ ordine per le manifestazioni che si sono svolte ieri davanti al Quirinale e davanti a Palazzo Grazioli. «Non è certamente ipotizzabile che una grande forza politica democratica e popolare come il Pdl, che pratica un normale confronto politico, possa accettare la limitazione della agibilità democratica. Il nostro partito esprimerà valutazioni severe a tutti i livelli» conclude Gasparri.

Lauro (Pdl) Governo di legislatura. «Un governo di emergenza nazionale non può essere sottoposto, a priori, a scadenze temporali. Sarebbe una contraddizione in termini. Dovrà durare fino a quando durerà l’emergenza, utilizzando l’intero scorcio della legislatura»: lo dice il senatore Raffaele Lauro (PdL). «Silvio Berlusconi, con grande senso di responsabilità, ha lasciato la guida politica del nostro paese, alla quale era stato chiamato dalla maggioranza del popolo italiano. Anche per questo merita rispetto e riconoscenza, non contestazioni, orchestrate ad arte. Il governo Monti deve nascere in un clima di concordia nazionale per poter realizzare, con il concorso del parlamento, le riforme strutturali, ormai indifferibili, utilizzando l’intero scorcio della legislatura, fino al 2013. Un governo di emergenza nazionale non può essere sottoposto, a priori, a scadenze temporali. Sarebbe una contraddizione in termini. Dovrà durare fino a quando durerà l’emergenza ed essere giudicato per la capacità di realizzare i contenuti del suo programma».

Grande Sud favorevole a Monti. «Abbiamo ribadito al presidente Napolitano il nostro no alle elezioni anticipate in questa difficile situazione economica finanziaria, e manifestato apprezzamento per la figura di Mario Monti, sul cui nome sembra ci sia una convergenza». lo ha detto Arturo Iannaccone di Grande Sud dopo l’incontro con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Iannaccone ha ribadito la necessita che «il Sud rientri tra le priorità del nuovo governo».

Anche Fareitalia appoggia Monti. «Fareitalia per la Costituente Popolare ritiene necessario realizzare subito l’agenda concordata dall’Italia con l’Europa ed è favorevole al conferimento dell’incarico al sen. Mario Monti con l’obiettivo di realizzare un governo di larghe intese che abbia il pieno consenso delle principali forze politiche e della coalizione che ha vinto le elezioni. Un governo composto da tecnici di alto valore con un programma definito sulla linea del rigore e dello sviluppo. L’Italia ha bisogno di riforme, non di elezioni». Lo afferma Antonio Buonfiglio in una dichiarazione nella quale rende nota la posizione espressa al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, anche a nome di Adolfo Urso, Andrea Ronchi e Pippo Scalia. Buonfiglio aveva lasciato il Quirinale senza rilasciare dichiarazioni.

Tosi (Lega): Fare quello che l’Europa ci chiede. «Se quello che ci aspetta deve essere un governo tecnico, allora deve essere tecnico e senza sottosegretari o ministri che hanno ricoperto incarichi politici». Così si è espresso sull’esecutivo che potrebbe essere affidato a Mario Monti il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi, intervenendo oggi al «Tgcom24». «Se si potesse votare domani mattina – ha aggiunto Tosi – vorrei elezioni immediate. Però prima l’Italia deve fare tutto ciò che l’Europa si aspetta altrimenti le nostre banche rischiano di essere comprate per poco da arabi e cinesi».

Nucara (Pri) Sì a Monti. Sìdel Pri a un governo Monti «per far uscire il Paese dalla crisi che lo attanaglia». Lo ha detto il segretario del Pri Francesco Nucara, al termine del colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Ci siamo affidati al giudizio del capo dello Stato -ha aggiunto Nucara- e auspichiamo che il nuovo esecutivo possa attuare una linea di rigore per il riequilibrio finanziario e mettere in campo politiche di crescita economica, con particolare attenzione al Mezzogiorno». Nucara era accompagnato dal senatore Antonio Del Pennino.

Melchiorre (Lib-Dem): Sì a governo Monti. «Pieno appoggio senza condizioni» dai Liberal-democratici ad un governo Monti. Lo ha detto, al termine del colloquio con il capo dello Stato, Daniela Melchiorre, sottolineando come un esecutivo guidato dall’ex commissario Ue dovrebbe essere «sostenuto da una piena partecipazione dei grandi partiti. È necessario -ha aggiunto- un governo stabile e forte che dia certezze al Paese, gli faccia recuperare dignità a livello internazionale. Siamo certi che il governo Monti saprà far ripartire l’Italia». Della delegazione facevano parte Italo Tanoni e Giorgio La Malfa.

Carra (Udc): No alle monetine. «Perchè sprecare denaro? Non basta il disprezzo?». Lo scrive Enzo Carra, dell’Udc, su Twitter in riferimento alle contestazioni di ieri sera contro Berlusconi.

Rotondi: le folle non impressionano. «Non mi fa impressione la folla sotto Palazzo Grazioli. Il mio maestro, Florentino Sullo, mi diceva: il vero politico deve essere indifferente alle folle quando applaudono e quando protestano perchè le folle durano l’attimo che le fotografi e non ci sono più». A dichiararlo è Gianfranco Rotondi.

Ricevuto il Pri. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sta ricevendo, nello studio alla Vetrata al Quirinale, la delegazione dei Repubblicani ed Azionisti nell’ambito delle consultazioni per la crisi di governo.

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