A chi sono destinate le “sberle” assestate dagli elettori con i loro “sì” ai quesiti referendari? L’Avvenire fa sua l’immagine utilizzata dal leghista Roberto Calderoli e, in un editoriale del direttore Marco Pasquino, prende posizione: “La dose maggiore è toccata indubbiamente a chi governa, la coalizione Pdl-Lega e il suo leader Silvio Berlusconi, ma i destinatari potenziali sono un po’ tutti i protagonisti della scena politica nazionale”.
“C’è una vasta e crescente insofferenza per la qualità della politica attuale e nessuno degli attuali protagonisti della scena politica – nè i partiti di governo (che non entrano certo solo ora in difficoltà) nè tutti gli altri (che non hanno ancora risolto la loro) – può illudersi che il fenomeno sia passeggero. Il fenomeno – conclude il quotidiano della Cei – comincia adesso”.
Quasi 25 milioni di sì
Ventisei milioni e ottocentomila elettori si sono recati alle rune tra ieri e domenica e il 95% di loro ha sbarrato il Sì su tutte e quattro le schede. Il quorum è stato ampiamente raggiunto e superato, per la prima volta dopo oltre 15 anni. L’affluenza finale, compreso il voto degli italiani all’estero, è stata quasi del 55% (54,8%). Il Sì supera il 95% per tutti e quattro i quesiti.
Con i 4 Sì e il superamento del quorum si boccia anche la politica del governo Berlusconi.
La consultazione infatti dice no alla privatizzazione dei servizi pubblici, al piano energetico del governo, e a una legge ad personam come il legittimo impedimento.
Insomma, viene censurata l’intera politica del Cavaliere.
La Lega Nord, domenica prossima, a Pontida trarrà il suo bilancio di questa fase di partecipazione al governo. Anche se Bossi non mollerà Berlusconi, perché – al momento – è sprovvisto di una linea politica alternativa.
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