di Giulia Nitti
Verifica di maggioranza a ora di pranzo. Oggi ad Arcore Berlusconi incontra Bossi e Tremonti per fare il punto della situazione di governo, dopo la sconfitta alle amministrative. A tavola ci dovrebbero essere anche il delfino Alfano, alla destra del premier, e, per la Lega, Calderoli e Maroni. Tanti gli argomenti da discutere, tra cui la sostituzione del ministro Angelino Alfano e la manovra da 40 miliardi del governo. Per recuperare il consenso perduto, sia il premier che Umberto Bossi puntano a lanciare una riforma fiscale prima delle elezioni del 2013. Ma c’è da convincere Tremonti, che è invece proiettato a pareggiare i conti dell’Italia entro il 2014, come chiede l’Europa.
L’ipotesi di un taglio delle tasse
Il superministro non sembra intenzionato a cedere sulla manovra, promessa dallo stesso Berlusconi in campagna elettorale. Lo si capisce anche dalla secca smentita arrivata ieri dal ministero dell’Economia, in relazione a un’ipotesi di tagliare le tasse. Domenica mattina il quotidiano Libero aveva pubblicato un’indiscrezione secondo la quale il governo stava raggiungendo un’intesa per abbassare Irap e Irpef, ma subito da viale XX Settembre è arrivato un comunicato in cui si chiariva che l’articolo era “privo di fondamento economico e politico”.
Una manovra economica “preoccupante”
Fatto sta che sia il premier quanto il leader della Lega sono molto preoccupati dalla manovra economica (la prima parte della quale verrà varata durante il prossimo consigli dei ministri). Un altro biennio di “rigore” sui conti pubblici rischia davvero di fare perdere le prossime elezioni. L’obiettivo è quindi convincere Tremonti, “a tutti i costi”.
Le richieste della Lega
Non è l’unico nodo, questo. I commensali oggi dovranno chiarire anche i rapporti tra Pdl e Lega, che dopo la batosta delle amministrative si sono fatti più difficili. Secondo i bene informati Bossi è intenzionato a chiedere, oltre a una “virata” del governo sui temi economici (è di qualche giorno fa la rivolta degli imprenditori di Treviso contro la politica di “aggressione fiscale” praticata negli ultimi tempi), il ministero della Giustizia per uno dei suoi. Il candidato sarebbe il già collaudato Roberto Castelli, che andrebbe così a sostituire il dimissionario Angelino Alfano. Non solo. Sembra che sul piatto delle richieste ci sia anche il trasferimento di almeno un ministero a Milano.
Aprire ai centristi
Non è finita. Restando in tema di tenuta della maggioranza, oggi si parlerà anche della possibilità di aprire ai centristi. E’ sempre la Lega che desidera questa apertura, anche se al momento le trattative con l’Udc di Casini sembrano molto difficili. Intanto Fabrizio Cicchitto esclude che ci possano essere primarie nel Pdl. “Finché c’è Berlusconi – dice il presidente dei deputati del Pdl – non hanno senso”.
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