Bari avvia le gare per le concessioni balneari: la legalità prima dei privilegi degli stabilimenti storici
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Bari avvia le gare per le concessioni balneari: la legalità prima dei privilegi degli stabilimenti storici

Il 22 ottobre il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha presentato alla Conferenza Unificata lo schema di bando-tipo nazionale per le concessioni balneari.

Bari avvia le gare per le concessioni balneari: la legalità prima dei privilegi degli stabilimenti storici
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Michele Anzaldi Modifica articolo

30 Ottobre 2026 - 12.46


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Il 22 ottobre il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha presentato alla Conferenza Unificata lo schema di bando-tipo nazionale per le concessioni balneari. È il modello previsto dall’articolo 8 del DL 32/2026, convertito dalla legge 71/2026, che tutti i Comuni dovranno utilizzare per le gare.
Le scadenze restano quelle: bandi da avviare entro il 30 giugno 2027, concessioni vigenti che scadono al più tardi il 30 settembre 2027.


È un passo avanti atteso da anni. Ma non chiude la partita europea. L’Italia è in procedura d’infrazione dal 2020, con parere motivato inviato da Bruxelles nel novembre 2023. Quasi sei anni di ritardi. E in questi giorni la Commissione ha ribadito che non ci sono le condizioni per considerare superata la questione: le gare vanno fatte e nei tempi.


Se quei tempi salteranno, la procedura andrà avanti davanti alla Corte di Giustizia UE, con il rischio concreto di sanzioni pecuniarie. E a pagare non sarebbero i protagonisti dei tavoli tecnici, ma lo Stato. Cioè tutti noi.
In questo quadro nazionale immobile, c’è chi invece ha deciso di applicare la legge. Tra i primi Comuni a farlo c’è Bari.

Ed è un atto dovuto, non solo perché ce lo impone Bruxelles ma perché un bene demaniale dovrebbe rimanere per sempre nella disponibilità degli stessi soggetti senza consentire ad altri di proporre nuove idee e investimenti? La concorrenza, se regolata da criteri equi e trasparenti, non è una minaccia, ma un’opportunità di crescita per la città.


L’Amministrazione barese, come ha già fatto il Comune di Zoagli in Liguria, agiscono nel rispetto della legge, delle pronunce giurisprudenziali, a partire dal Consiglio di Stato, e dei principi di trasparenza e concorrenza.

I ricorsi amministrativi sono un diritto legittimo degli operatori, ma non devono automaticamente paralizzare l’azione pubblica. Il Comune di Bari affronterà ogni eventuale contenzioso con competenza, equilibrio e determinazione, senza rinunciare alla tutela dell’interesse collettivo.
La legalità non può essere applicata soltanto quando non disturba gli interessi consolidati.

Avviando il percorso per l’assegnazione delle concessioni attraverso procedure pubbliche, il Comune di Bari sta esercitando una responsabilità istituzionale che merita il sostegno di tutti. Non si tratta di dichiarare guerra agli imprenditori o di ignorare gli investimenti realizzati negli anni, ma di affermare un principio essenziale: nessuna concessione pubblica può trasformarsi in un diritto di proprietà PERPETUO.


La gestione dei lidi rappresenta una ricchezza ambientale, economica, turistica e sociale straordinaria. La sua gestione deve rispondere a una visione moderna della città, garantendo trasparenza, accessibilità, tutela del paesaggio, servizi adeguati e opportunità economiche. I cittadini hanno diritto di sapere come vengono utilizzati gli spazi pubblici e quali benefici producono per la comunità.


Gli imprenditori meritano regole certe, i lavoratori tutele, i cittadini trasparenza e le nuove generazioni opportunità.
La legalità non si contratta. E l’interesse pubblico deve venire prima di qualsiasi privilegio.

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