Quattro italiani su dieci non leggono: l'ignoranza avanza mentre resta il divario nord-sud
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Quattro italiani su dieci non leggono: l'ignoranza avanza mentre resta il divario nord-sud

Quattro italiani su dieci non leggono libri nel tempo libero e il divario tra Nord e Sud rimane marcato. È il quadro che emerge dal nuovo rapporto dell’Istat sulle abitudini di lettura e di frequentazione delle biblioteche

Quattro italiani su dieci non leggono: l'ignoranza avanza mentre resta il divario nord-sud
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10 Luglio 2026 - 15.18


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In Italia la lettura continua a essere un’abitudine diffusa, ma non per tutti. Quattro italiani su dieci non leggono libri nel tempo libero e il divario tra Nord e Sud rimane marcato. È il quadro che emerge dal nuovo rapporto dell’Istat sulle abitudini di lettura e di frequentazione delle biblioteche, pubblicato il 9 luglio, che fotografa un Paese in cui il libro fatica ancora a diventare un bene culturale realmente condiviso. (⁠Istat) Secondo l’Istituto nazionale di statistica, nel 2024 poco più della metà della popolazione di sei anni e oltre ha letto almeno un libro nel tempo libero nell’arco dell’anno.

Ciò significa che circa quattro persone su dieci non hanno aperto nemmeno un volume per piacere personale. Tra chi legge, inoltre, i cosiddetti “lettori forti” rappresentano una minoranza: meno di due su dieci leggono quotidianamente, mentre la quota più consistente si dedica ai libri solo occasionalmente. (⁠Istat) L’indagine evidenzia profonde differenze territoriali. Nelle regioni del Centro-Nord la quota dei lettori supera il 60% della popolazione, mentre nel Mezzogiorno si ferma intorno al 47%.

Un divario che conferma come l’accesso alla cultura e alle opportunità educative continui a risentire delle disuguaglianze economiche e sociali tra le diverse aree del Paese. (⁠la Repubblica) Persistono anche differenze di genere. Le donne leggono più degli uomini in quasi tutte le fasce d’età e rappresentano il segmento della popolazione con la maggiore propensione alla lettura.

L’abitudine tende invece a diminuire con l’avanzare dell’età, pur restando significativa tra i giovani e tra le persone con livelli di istruzione più elevati. (⁠la Repubblica) Il rapporto dedica spazio anche alle biblioteche, che continuano a rappresentare un presidio culturale importante, soprattutto per studenti e giovani. Tuttavia la loro frequentazione resta limitata rispetto al potenziale e presenta anch’essa forti differenze territoriali, con una maggiore diffusione nelle regioni settentrionali rispetto a quelle meridionali.

(⁠Istat) I dati confermano una tendenza ormai consolidata: l’Italia continua a pubblicare un elevato numero di libri ogni anno, ma la platea dei lettori cresce con difficoltà. Per gli esperti, investire nella promozione della lettura, nel rafforzamento delle biblioteche e nell’educazione culturale fin dall’infanzia rappresenta una delle sfide principali per ridurre il divario che ancora separa milioni di cittadini dall’accesso ai libri e, più in generale, alla cultura. L’indagine dell’Istat restituisce così l’immagine di un Paese nel quale la lettura rimane un indicatore significativo delle disuguaglianze sociali e territoriali.

Se da un lato esiste una fascia di lettori abituali e appassionati, dall’altro milioni di italiani continuano a rimanere lontani dai libri, confermando che la promozione della lettura resta una delle priorità culturali del Paese. (⁠Istat) Se lo desideri, posso  riscriverlo nello stile di un quotidiano nazionale come la Repubblica, Corriere della Sera o Il Sole 24 Ore, oppure  in un taglio più adatto a un esame di giornalismo.

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