Te lo do io Mein Kampf: fenomenologia del nazista moderno in cravatta
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Te lo do io Mein Kampf: fenomenologia del nazista moderno in cravatta

Teoria e tecnica di come far passare i concetti di Hitler nella loro apparenza moderata e illuminata

Te lo do io Mein Kampf: fenomenologia del nazista moderno in cravatta
Mein Kampf
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18 Luglio 2023 - 08.51


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di Emanuele Conegliano

Il moderno nazista in cravatta è la rappresentazione vivente del fatto che Cesare Lombroso aveva ragione o, quantomeno, non aveva tutti i torti.


Infatti il nazista moderno, oltre che dalla cravatta, lo riconosci dalla faccia. Dall’occhio simil-luciferino che non riesce a nascondere la devianza emozionale, dall’ereditaria soddisfazione dei patimenti degli essere inferiori, al sottile ghigno con l’immancabile filino di bava, alla priapesca conformazione cranica.


Il moderno nazista in cravatta è quello che gode nel leggere “Il Giudaismo soffrì ai miei occhi una pesante battuta d’arresto quando giunsi a conoscenza delle sue attività nella stampa, nella letteratura e nel teatro. Le proteste servili non erano più buone. Si dovevano solo osservare i loro poster e studiare i nomi dei creatori di queste orrende invenzioni del cinema e del teatro che erano opera loro, per diventare completamente incalliti. Era una pestilenza con cui la nazione veniva inoculata, una pestilenza spirituale peggiore della Peste Nera”.
Il moderno nazista in cravatta è quello che pensa tra sé: giusto, magari lo stesso concetto lo ripeto in pubblico, ma con parole diverse, più subdole, così continuano a invitarmi a Porta a Porta o dalla Gruber o a Matrix e ve la faccio vedere io la pestilenza spirituale che emano attraverso l’etere. Vi inoculo tutti. E ringraziate che sono un ipocrita finto bacchettone, altrimenti con una vocale in meno il concetto sarebbe stato molto più chiaro.
Il moderno nazista in cravatta è quello che: chi non vuole le armi e le bombe è uno smidollato comunista.
Il moderno nazista in cravatta è quello che: fuoco ai campi rom, fuoco ai migranti, fuoco agli immigrati, via i sindacati dalla mia fabbrica che sennò mettete strane idee in testa ai pakistani.


Il moderno nazista in cravatta è quello che con le tangenti si è fatto la barca e una decina di ville.
Il moderno nazista in cravatta è quello che si è fatto dare la direzione di un giornale
con i soldi del padrone tangentaro che si è fatto la barca e una decine di ville. Perché anche lui, l’editore, è un moderno nazista in cravatta.


Il moderno nazista in cravatta è quello che per fare finta di niente ogni tanto si mette il maglioncino o la tuta, ma non riesce lo stesso a nascondere la cravatta, perché ce l’ha lombrosianamente stampata in faccia.
Il moderno nazista in cravatta è quello che fa morire nelle città e nei campi la gente di cancro, perché lui è un imprenditore coraggioso e basta con l’immobilismo di chi dice sempre no.


Il moderno nazista in cravatta è quello che gode intimamente nel vedere i barconi rovesciati o i disperati rinchiusi nei lager, perché a lui i campi di concentramento danno una piacevole stimolazione erotica.
Il moderno nazista in cravatta è quello che difende la tradizione cristiana mentre si circonda di mignotte, fa sesso a pagamento con minorenni e smaialeggia con signorine latino-americane, africane, nordafricane, asiatiche e di tutti quei popoli contro i quali vorrebbe costruire muri e fili spinati. Alla faccia della misericordia.


Il moderno nazista in cravatta è quello che legge: “Ogni tanto i giornali riportano delle notizie al piccolo borghese: un negro per la prima volta è diventato avvocato, professore, pastore o qualcosa del genere in un posto o in un altro. Mentre la stupida borghesia accoglie la notizia con sorpresa per un così stupefacente avvenimento, ammirata per questo strabiliante effetto della pedagogia attuale, l’ebreo astutamente si serve di questo per convalidare la teoria da inculcarsi ai popoli in merito all’eguaglianza degli uomini. La nostra società borghese e decadente non si accorge che in questo modo si commette un vero peccato contro la ragione; che è una vera pazzia quella di istruire una mezza scimmia perchè si pensi di aver preparato un avvocato, mentre milioni di membri della eccelsa razza civile devono rimanere in posti pubblici e miseri”.


Il moderno nazista in cravatta è quello che pensa: lo vedi che quando dico che la Kyenge è un orango il mio ragionamento ha una base scientifica?
Il moderno nazista in cravatta è quello che non dirà mai di essere un moderno nazista in cravatta. Ma al massimo un ragionevole moderato illuminato.
Il moderno nazista in cravatta è intimamente devoto. Perché fortemente crede in un solo Dio. Il denaro.
Il moderno nazista in cravatta è quello dice che “un mondo corrotto negrizzato resterebbe per sempre privo dei concetti di umanamente bello e del sublime, e di ogni cognizione di un futuro idealizzato della umanità”. E poi dopo aver sospirato agli ideali della razza si dedica allo smaltimento clandestino dei rifiuti tossici, a costruire sul greto del fiume e a invocare la chiusura delle Sovrintendenze.
Il moderno nazista in cravatta è una malattia infettiva che si presenta in forma di petecchia cerebrale e logorrea bubbonica.


Nei casi più gravi la malattia porta alla morte della ragione e alla diffusione del Mein Kampf nelle edicole.
Però si può curare. Con impacchi di eguaglianza, inalazione di cultura ma sopratutto con un bel bagno di umanità.


Altrimenti per i più riottosi alla guarigione, quale extrema ratio, c’è un ultimo e decisivo rimedio. Un calcio nel culo. A te e alla tua cravatta.

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