Thomas Bricca: verso una svolta per dare un nome al killer che ha ucciso il ragazzo di Alatri
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Thomas Bricca: verso una svolta per dare un nome al killer che ha ucciso il ragazzo di Alatri

 Ad oltre un mese dall'agguato, potrebbe finalmente essere vicino la svolta nelle indagini sull'omicidio di Thomas Bricca, il 19enne ucciso a colpi di pistola il 30 gennaio scorso ad Alatri. 

Thomas Bricca: verso una svolta per dare un nome al killer che ha ucciso il ragazzo di Alatri
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9 Marzo 2023 - 18.09


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Sospetti ce ne sono. Prove inconfutabili no.

 Ad oltre un mese dall’agguato, potrebbe finalmente essere vicino la svolta nelle indagini sull’omicidio di Thomas Bricca, il 19enne ucciso a colpi di pistola il 30 gennaio scorso ad Alatri. 

Ad assicurare «il massimo sforzo» da parte degli investigatori è stato lo stesso procuratore capo di Frosinone, Antonio Guerriero, che ha voluto incontrare i genitori del ragazzo per aggiornarli sul fascicolo che, al momento, vede iscritti nel registro degli indagati due persone, il 22enne Mattia Toson e il nonno acquisito, Luciano Dell’Uomo. 

Ma il faro delle indagini è rivolto sull’intera famiglia che potrebbe essere coinvolta, in vario modo, nell’omicidio scaturito come rappresaglia dopo alcune risse in paese avvenute giorni prima dell’agguato. 

«Ci hanno rassicurato e chiesto di pazientare ancora un po’ – ha detto il papà di Thomas, Paolo -. Noi chiediamo solo giustizia, e spero con tutto il cuore che si arrivi presto all’arresto dei responsabili». Intanto, la prossima settimana il Ris eseguirà una perizia sul telefonino di Toson, per verificare ancora una volta l’alibi fornito dall’indagato, già lungamente interrogato la settimana scorsa, e controllare se ci siano elementi che possano in qualche modo ricondurre all’omicidio.

Durante l’incontro in Procura, i genitori di Thomas sono stati rassicurati sull’andamento delle indagini, nonostante non si sia ancora arrivati ad individuare chi, quella sera, a bordo di uno scooter, abbia aperto il fuoco contro il gruppetto di ragazzini seduti su una scalinata in centro ad Alatri. 

«La notte scorsa Thomas mi è venuto in sogno – racconta papà Paolo – e mi ha detto che sono almeno otto i responsabili della sua morte. Anche gli investigatori sanno chi è stato, ma non ci sono ancora prove schiaccianti per incastrare i responsabili». All’appello, infatti, manca sia l’arma del delitto – probabilmente una pistola a tamburo – sia il mezzo utilizzato per l’agguato. Durante le perquisizioni delle scorse settimane, i carabinieri hanno però trovato in possesso del nonno di Mattia Toson una pistola scacciacani priva del tappo rosso. Una mancanza che è costata all’uomo, sospettato di star coprendo il nipote, l’iscrizione nel registro degli indagati.

Il procuratore capo di Frosinone, Antonio Guerriero, ha espresso «solidarietà e vicinanza» ai genitori, ribadendo l’«impegno massimo quotidiano» per «individuare i responsabili di questo efferato omicidio». «Possono stare tranquilli che stiamo facendo tutto il possibile con il massimo impegno», ha detto aggiungendo che lui stesso si sta occupando del fascicolo in prima persona. Ha espresso dolore e rabbia la mamma di Thomas, Federica, secondo la quale «se fossero scattati gli arresti in seguito alle risse oggi mio figlio sarebbe ancora vivo». «Non sono per niente tranquilla – ha concluso -, io voglio solo vedere queste persone in galera, nel posto che meritano». 

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