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Emergenza siccità, il governo pensa a un commissario straordinario: ecco il piano

Il Commissario straordinario resterà in carica fino al 31 dicembre 2024 e si avvarrà di una struttura composta da 30 unità

Emergenza siccità, il governo pensa a un commissario straordinario: ecco il piano
Siccità

globalist

2 Luglio 2022 - 21.41


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Venti “interventi prioritari” da realizzare “entro e non oltre” il 2024 per far fronte alla crisi idrica che sta colpendo l’Italia.

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È uno dei compiti che spetterà al Commissario straordinario per l’emergenza siccità, figura che il governo si prepara a nominare con un decreto legge la prossima settimana. Intanto l’esecutivo è pronto a ufficializzare nella giornata di lunedì la dichiarazione di stato d’emergenza nazionale per le Regioni che ne hanno fatto richiesta (al momento Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna).

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I compiti del Commissario

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Il Commissario straordinario resterà in carica fino al 31 dicembre 2024 e si avvarrà di una struttura composta da 30 unità. Potrà servirsi dello strumento dell’ordinanza in deroga per realizzare con maggiore velocità gli interventi contro la siccità, tra cui il potenziamento e l’adeguamento delle reti idriche. Dovrà inoltre verificare che le Regioni adottino le misure previste per razionalizzare i consumi ed eliminare gli sprechi. Le inadempienze verranno segnalate ai gestori.

Una doppia strategia

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Gli interventi cui il governo sta pensando sono duplici. In primis, sono previsti stanziamenti per finanziarie i settori più colpiti, specie l’agricoltura. Come si legge nella bozza del decreto legge, la siccità “potrebbe determinare gravi ripercussioni sul tessuto economico e sociale”. In seguito, verranno decisi gli interventi strutturali per porre rimedio a criticità storiche, come le reti che perdono oltre il 30% della loro portata. L’approvazione di progetti da parte del Commissario sostituisce ogni autorizzazione, visto e nulla osta per l’avvio o la prosecuzione dei lavori.

Le prime misure

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Le prime misure a essere approvate saranno il rilascio d’acqua dalle dighe e il collegamento temporaneo di acquedotti vicini. Le spese per le autobotti utilizzate per l’approvvigionamento saranno a carico dello Stato, e non più dei Comuni. A coordinare gli interventi sarà il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, o un suo delegato.

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