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Siccità, l'allarme della Protezione Civile: "Non escludiamo il razionamento dell'acqua"

"Nelle prossime giornate, al massimo in un paio di settimane, avremo chiare le misure da applicare e potremo dichiarare lo stato di emergenza" afferma Fabrizio Curcio, a proposito dell'emergenza siccità.

Siccità, l'allarme della Protezione Civile: "Non escludiamo il razionamento dell'acqua"

globalist

27 Giugno 2022 - 09.31


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L’emergenza siccità potrebbe portare a misure drastiche in alcune aree del Paese. “Non possiamo escludere il razionamento diurno dell’acqua” ha confessato il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, intervistato da Sky Tg24.

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“Nelle prossime giornate, al massimo in un paio di settimane, avremo chiare le misure da applicare e potremo dichiarare lo stato di emergenza” afferma Curcio, “ci stiamo lavorando con le Regioni che ci aiutano a capire le misure” necessarie nelle aree più colpite. Sul punto chiarisce che “una dichiarazione di emergenza generalizzata con requisiti che non riguardano tutti, non avrebbe alcun senso”, anche perché “lo stato di emergenza non aiuta tutte le problematiche strutturali che vanno affrontate nell’ordinarietà”.

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Continua a preoccupare l’emergenza siccità soprattutto al Nord Italia, mentre tutta la penisola è avvolta da una grande ondata di calore con l’arrivo dell’anticiclone africano Caronte. E a rendere il quadro più fosco è la piaga degli incendi, che si riapre al Centro, nel Sud e nelle isole. Gli incendi quest’anno sono più del doppio dell’anno scorso e oltre 6 volte di più del 2020, ha detto Fabrizio Curcio: “Dal 15 di giugno a ieri ci sono state quasi 199 schede di intervento contro le 80 del 2021 e le 30 del 2020. Siamo molto preoccupati”.

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Gli ambientalisti vanno all’attacco del governo, accusato di non avere una strategia o, peggio, di difendere proprio quegli interessi che sono all’origine della crisi climatica. E in assenza di soluzioni di ampio respiro, a  mobilitarsi è la Chiesa. L’arcivescovo di Milano Mario Delpini ha recitato il rosario per la pioggia, in tre località della “Bassa”, la zona più agricola della diocesi, esprimendo la solidarietà ai coltivatori della terra, agli allevatori di bestiame e alle loro famiglie. E anche un parroco del Chianti, don Cristian Comini, ha invitato i fedeli a pregare per le precipitazioni.

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