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Processo Regeni, sospeso il procedimento per gli 007 egiziani, la famiglia: "L'Egitto ci prende ancora in giro"

L'avvocata della famiglia Regeni: "Siamo amareggiati e indignati dalla risposta della procura del regime di al Sisi che continua a farsi beffe delle nostre istituzioni e del nostro sistema di diritto"

Processo Regeni, sospeso il procedimento per gli 007 egiziani, la famiglia: "L'Egitto ci prende ancora in giro"
La famiglia Regeni

globalist

11 Aprile 2022 - 17.59


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Alessandra Ballerini, avvocata legale della famiglia Regeni, in seguito all’udienza  preliminare in cui il gup Roberto Ranazzi ha disposto la sospensione del procedimento a carico di quattro 007 egiziani e ha rinviato l’udienza al prossimo 10 ottobre, ha dichiarato: “Prendiamo atto dei tentativi falliti del Ministero della Giustizia di ottenere concreta collaborazione da parte delle autorità egiziane”. 

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“Siamo amareggiati e indignati dalla risposta della procura del regime di al Sisi che continua a farsi beffe delle nostre istituzioni e del nostro sistema di diritto. Chiediamo che il presidente Draghi condividendo la nostra indignazione pretenda, senza se e senza ma, l’elezione di domicilio dei 4 imputati dal presidente al Sisi e ci consenta lo svolgimento del processo per ottenere giustizia riguardo il sequestro le torture e non l’omicidio di Giulio”.

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”La lesione della tutela della vita, della libertà e dell’integrità dei cittadini all’estero, come la Presidenza del Consiglio ricorda nel suo atto di costituzione di parte civile, costituisce grave pregiudizio dell’immagine e del prestigio dello Stato Italiano nella sua funzione di protezione dei propri cittadini. Quindi – ha aggiunto – visto il conclamato ostruzionismo, egiziano pretendiamo da parte del nostro governo la necessaria, tempestiva e proporzionata reazione”. 

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”Stare inermi ora, permettere al regime di al Sisi di bloccare questo processo faticosamente istruito, consentirebbe l’impunità degli assassini di Giulio ed equivarrebbe ad essere loro complici. Il nostro governo ha il dovere invece di esigere energicamente giustizia. Il governo alzi la voce e la faccia sentire, pretendendo l’elezione di domicilio di questi 4 imputati. Sappiamo chi sono e dove lavorano, bisogna permettere a questo processo di andare avanti. Oggi – ha concluso – è stata un’ennesima presa in giro per tutti noi per tutti voi, per tutti noi. Nessuno di noi è più al sicuro all’estero”. 

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