Un errore catastale fa un regalo ai mafiosi: la casa del boss Badalamenti, che uccise Impastato, torna agli eredi
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Un errore catastale fa un regalo ai mafiosi: la casa del boss Badalamenti, che uccise Impastato, torna agli eredi

L’errore peraltro non era sconosciuto. Ma per quell’inconcepibile e tutta italiana (e siciliana in particolare modo) incuria nel correggere gli errori, alla fine il problema è diventato insanabile, pur essendo noto alle autorità già dal 2010. 

Un errore catastale fa un regalo ai mafiosi: la casa del boss Badalamenti, che uccise Impastato, torna agli eredi
Casa di Tano Badalamenti
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5 Marzo 2022 - 17.13


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A causa di un pasticcio burocratico, la confisca della casa di Cinisi del boss mafioso Tano Badalamenti, noto soprattutto per essere stato il mandante dell’omicidio di Peppino Impastato, è tornata agli eredi del boss, eludendo la confisca. Il casolare era in mano al fratello di Peppino, Giovanni, che si è trovato i carabinieri alla porta di casa con la richiesta di consegnare le chiavi. 

 “Ma io non avevo ricevuto nessuna notifica e mi sono rifiutato di consegnarle”, spiega Impastato. Un rifiuto che ha permesso di recuperare tempo: adesso la prossima scadenza è il 29 aprile. Potrebbe quindi esserci il tempo per trovare una soluzione. 

L’errore peraltro non era sconosciuto. Ma per quell’inconcepibile e tutta italiana (e siciliana in particolare modo) incuria nel correggere gli errori, alla fine il problema è diventato insanabile, pur essendo noto alle autorità già dal 2010. 

La casa di Badalamenti adesso si chiama ‘Casa Felicia’, come il nome della mamma di Peppino Impastato, ed era diventato un punto di riferimento per la lotta alla mafia. Una “sconfitta per Cinisi, per noi, per la società civile, per l’antimafia, per tutto il Paese: troppo”, dice Impastato. “Non è possibile per un errore burocratico perdere tutto quello che abbiamo fatto fino ad oggi”, continua. 

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Una perdita anche economia: negli anni, per sistemare la casa che era ridotta a un rudere, ci sono voluto più di 400mila euro. Sarebbe veramente il colmo se a godere delle migliorie fatte alla casa fossero gli eredi del mafioso che ha ordinato l’uccisione di Peppino. 

L’erede ha un nome: è Leonardo Badalamenti, secondogenito del boss. Indagato in Brasile per traffico di droga, su di lui pendeva una richiesta di estradizione. Fu arrestato dalla Dia, ma un anno dopo la seconda sezione della Corte d’Appello di Palermo disse no all’estradizione e fu scarcerato. Ricercato dal Brasile ma senza condanne in Italia, il figlio di don Tano vive in libertà ed ora rientrerà in possesso del casolare alle porte di Cinisi.

Gli avvocati di Impastato e del Comune si sono messi subito al lavoro, e hanno scovato una legge che permette loro di non restituire il bene, ripagando però l’antico proprietario del valore catastale dell’epoca e risarcendolo del mancato possesso.

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Ma risarcito da chi? Il Comune di Cinisi si è detto disponibile, che con delibera di giunta ha confermato, ma “a pagare dovrebbe essere chi ha commesso l’errore”, indica Impastato. Ovvero l’Agenzia per i beni confiscati o addirittura i tecnici responsabili dell’errore catastale. 

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