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Tommaso Montesano: anche il sindaco Gori lo querela per il tweet negazionista sulla bare di Bergamo

Tommaso Montesano è stato denunciato anche dal comune di Bergamo per il tweet nel quale lasciava intuire che le bare di Bergamo fossero una messinscena

Tommaso Montesano: anche il sindaco Gori lo querela per il tweet negazionista sulla bare di Bergamo
Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori contro Tommaso Montesanno

globalist

18 Febbraio 2022 - 19.12


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Covid, Tommaso Montesano nella bufera per il tweet negazionista sulle bare di Bergamo. Anche il sindaco Giorgio Gori, insieme alla sua Giunta, procede con la querela nei confronti di Montesano: “Le bare di Bergamo stanno al Covid19 come il lago della Duchessa sta al sequestro Moro”, aveva twittato, di fatto lasciando intendere che la triste processione durante la prima pandemia fosse una messinscena. Giovedì 17 febbraio si è riunita la Giunta bergamasca. Ed è maturata la decisione di procedere per vie legali.

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La querela dei familiari delle vittime di Bergamo
Prima di Gori, anche i familiari delle persone morte per Covid che avevano i loro cari nelle bare sui camion di Bergamo avevano querelato il giornalista di ‘Libero’ Tommaso Montesano per “il gravissimo vilipendio alla memoria e alla dignita’ di migliaia di vittime” in relazione al tweet negazionista. “La querela riguarda simbolicamente tutti i familiari che hanno avuto i loro cari su quei camion militari – ha spiegato l’avvocato -. Familiari che hanno per primi il sacrosanto diritto a indignarsi per un’ ulteriore mancanza di rispetto per il dolore che gia’ hanno vissuto, un altro pezzo di dignita’ tolta ai propri cari, quei corpi accatastati cui e’ stata negata la dignita’ della sepoltura e che erano invece trasportati con rispetto e dignita’ dai militari che quei camion guidavano”.

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Cosa rischia il giornalista
I reati ipotizzati sono ‘villipendio contro la pietà dei defunti’ e diffamazione aggravata. “E’ palese l’intento vergognosamente offensivo e diffamatorio del signor Tommaso Montesano – si legge nella querela – tanto più grave perché attuato nello svolgimento della professione giornalistica e amplificato per mezzo di un social network, teso a negare una delle verità storiche più tristi del dopoguerra e a offendere non solo la sottoscritta ma anche la memoria di quei feretri, di quelle vittime morte nell’abbandono dai propri cari. L’unico suo fine era quello di screditare e infamare le vittime e con esse il dolore di tutti i familiari al solo esecrabile fine di abbracciare teorie negazioniste pericolose anche sotto il profilo dell’incitamento all’odio e della stessa salute pubblica”.

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