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Gianni Alemanno condannato a 1 anno e 10 mesi: "Ma mi ricandido lo stesso"

Gianni Alemanno è accusato di traffico di influenze illecite e finanziamento illecito. L'ex sindaco di Roma: "Sono innocente"

Gianni Alemanno condannato a 1 anno e 10 mesi: "Ma mi ricandido lo stesso"
Gianni Alemanno

globalist

18 Febbraio 2022 - 16.32


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Gianni Alemanno è stato condannato a 1 anno e 10 mesi dalla Corte d’Appello di Roma per le accuse di traffico di influenze illecite e finanziamento illecito in uno dei filoni dell’indagine Mondo di Mezzo.

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I giudici di secondo grado erano stati chiamati a rideterminare la pena dopo che nel luglio scorso la Cassazione aveva assolto Alemanno dall’accusa di corruzione rinviando però gli atti a piazzale Clodio per ricalcolare la pena in riferimento alla vicenda dello sblocco dei pagamenti Eur Spa.

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“Dopo l’evidente ridimensionamento del fatto a seguito della sentenza della Cassazione rimane l’amarezza per una condanna che a mio avviso non è giustificata perché io continuo a proclamarmi innocente”, afferma l’ex sindaco di Roma lasciando la Corte d’appello.

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“Ritengo che il fatto di sollecitare i pagamenti di crediti dovuti da tempo dalla pubblica amministrazione non può essere una cosa che mi viene contestata. Rimane quindi l’amarezza anche se il ridimensionamento di tutta questa vicenda è estremamente importante. Attendo di leggere le motivazioni prima di fare ricorso in Cassazione”, conclude Alemanno difeso in giudizio dagli avvocati Filippo Dinacci e Cesare Placanica.

Su Facebook, l’ex sindaco di Roma scrive: “Questa lunga storia del processo per Mondo di Mezzo sembra non finire mai. Dopo le accuse di mafia cadute nel ridicolo, dopo le condanne per corruzione annullate dalla Cassazione, adesso arriva una nuova condanna per traffico d’influenze e finanziamento illecito ai partiti’’. 

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”Che cosa mi viene contestato? Aver sollecitato il pagamento da parte della società pubblica Eur Spa di debiti accertati, arretrati da tempo e ormai esecutivi. E di aver accettato un finanziamento elettorale senza verificare che questo fosse stato deliberato dal Consiglio di Amministrazione della cooperativa che lo aveva erogato. Per questo la Corte d’Appello mi ha condannato a 1 anno e 10 mesi: poca cosa, dicono gli amici, rispetto alle condanne precedentemente annullate, una pena che non incide sui mie diritti politici e che, nonostante la Legge Severino, mi permetterà di ricandidarmi”. 

”Sono innocente non solo perché i fatti che mi vengono contestati molto difficilmente possono essere inquadrati come degli illeciti, ma soprattutto perché nel lungo iter processuale non si è voluto prendere atto, nonostante tante testimonianze e molteplici prove, che io ho agito sempre in buona fede e spesso per puro spirito di servizio – sottolinea Alemanno – La realtà è che sentenze come queste trovano una spiegazione solo nei pregiudizi dell’antipolitica. Pregiudizi costruiti nella coscienza collettiva per ridurre i margini di autonomia di chi viene democraticamente eletto senza essere espressione di poteri forti”. ”Leggerò con i miei avvocati le motivazioni della sentenza per decidere se ricorrere nuovamente in Cassazione. Ma non smetterò mai, neppure per un momento, di andare per Roma e per l’Italia a testa alta e di continuare a combattere per le mie idee con animo fiero e sereno – Un grazie di cuore a Silvia, alla mia famiglia, a tutti i fratelli e gli amici che mi sono stati vicini in questi lunghi anni”.

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