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Simone Di Stefano lascia i fascisti di CasaPound: ora guarda a Fratelli d'Italia?

Si tratta per ora solo di congetture, anche se la congiuntura politica tra Casapound e l’estrema destra di Giorgia Meloni (ma anche, e forse soprattutto, di Matteo Salvini) non è certo una novità. 

Simone Di Stefano lascia i fascisti di CasaPound: ora guarda a Fratelli d'Italia?
Simone Di Stefano

globalist

3 Febbraio 2022 - 16.09


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Lo aveva già annunciato ieri, ma c’è una novità: Simone Di Stefano, uno degli storici leader di Casapound, lascia l’organizzazione neofascista e, a quanto insinua Repubblica, potrebbe guardare con interesse a Fratelli d’Italia. Si tratta per ora solo di congetture, anche se la congiuntura politica tra Casapound e l’estrema destra di Giorgia Meloni (ma anche, e forse soprattutto, di Matteo Salvini) non è certo una novità. 

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Negli ambienti di Casapound l’uscita di scena di Di Stefano non è vissuta come un fulmine a ciel sereno: sembra che già da mesi il vicepresidente non si vedeva più tanto in giro, lasciando la piazza sempre più al fratello e a Luca Marsella, già fotografato – come da tradizione di Casapound – insieme a noti mafiosi e criminali zona Ostia. 

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Ma ai fascisti piace il gusto del melodrammatico e nel lunghissimo comunicato con cui Casapound ha annunciato l’uscita di Di Stefano si leggono commenti al fiele e stoccatine: “”Ieri sera abbiamo appreso da Twitter e dalla stampa che Simone Di Stefano ha definito conclusa la sua esperienza con CasaPound Italia. Ci teniamo a ribadire che fin dalla sua nascita, Cpi ha sempre ambito a rappresentare un movimento rivoluzionario e non intende retrocedere di un millimetro su questo. In uno scenario politico dove i partiti e la democrazia stessa stanno crollando su sé stessi, dove i leader politici si sono trasformati in influencer ossessionati esclusivamente da una spasmodica ricerca di like e consenso elettorale, noi abbiamo già deciso da tempo di essere altro. Il nostro obiettivo non sarà mai quello di scendere a compromessi e rinunciare a ciò che abbiamo scelto di essere per riuscire ad accedere a poltrone di un Parlamento dove non passa più nessuna decisione strategica per la nostra nazione, al solo scopo di conquistare degli scranni da dove esercitare una minuscola porzione di potere che ci verrebbe concessa barattando il nostro spirito rivoluzionario. Queste – prosegue la nota, ed ecco la stoccata a Di Stefano – sono le uniche motivazioni politiche che hanno portato alcuni ad abbandonare il nostro movimento e percorrere altre strade. Decisioni prese senza fornire spiegazioni, probabilmente per nascondere l’umiliazione che ne comporta, oltretutto nei giorni in cui le nostre sedi vengono sgomberate e i nostri militanti indagati, come atto di ritorsione per le proteste contro il governo”.

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“Non ci sarà nessuna scissione o frammentazione – spiegano i vertici del movimento neofascista – CasaPound è una e indivisibile e tale resterà sempre. Il nostro è un movimento solido, che è sopravvissuto ad ogni genere di attacco e che da tempo ha capito l’inutilità di reclamare, puntando magari su slogan e battaglie populiste di retroguardia volte a un effimero e minimo consenso, posti oramai svuotati da ogni utilità, funzione e potere”.

E ancora: “Ci stupisce che chi da sempre è stato ai vertici decisionali della struttura politica di punto in bianco critichi quegli stessi assetti politici che ha contribuito a creare e che ne hanno determinato notorietà e visibilità. Gli uomini passano, le idee restano. E quell’idea che noi portiamo avanti ogni giorno, nel nome di chi è caduto per essa, sarà sempre la bussola che indica la strada da seguire. Ci troverete sempre in prima linea al fianco del nostro popolo, scudo e spada di una nazione e di un’idea che noi, non tradiremo mai. Per noi, conta solo chi resta”. 

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