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Lo studio del Cnr: “Con Omicron i No vax potrebbero contagiarsi tutti in 5 mesi”

Un’analisi sui dati Iss dimostra che i non immunizzati rischiano 30 volte di più la malattia grave rispetto a chi ha fatto il booster

Lo studio del Cnr: “Con Omicron i No vax potrebbero contagiarsi tutti in 5 mesi”
Ospedale, Covid

globalist

11 Gennaio 2022 - 14.18


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La variante Omicron sta circolando nel nostro Paese ma non tutti sembrano intenzionati a vaccinarsi e q aunto pare proprio questa categoria, quella dei non vaccinati ha il doppio delle probabilità di infettarsi rispetto a un vaccinato e corre quattro volte il rischio corso da chi ha già fatto la terza dose.

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Sono i risultati di uno studio condotto dal Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche, il principale ente pubblico di ricerca italiano), elaborato per il quotidiano La Stampa.

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Questo potrebbe significare che da qui a cinque mesi, se i numeri dei contagi giornalieri rimarranno così alti, tutti i 5 milioni e 388 mila non vaccinati rischiano di infettarsi.

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Tra il 3 dicembre 2021 e il 2 gennaio 2022, secondo i dati Iss, tra i No vax si sono contati circa 4 casi di positività ogni cento persone, tra i vaccinati 2 e tra quelli che hanno fatto il booster poco meno di uno. L’analisi dei dati Iss è stata realizzata dal matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto delle applicazioni del calcolo “Mauro Picone” del Cnr, che alla Stampa ha dichiarato:

“La vaccinazione riduce della metà la possibilità di infettarsi rispetto a una persona non vaccinata, anche nel caso di vaccinazione incompleta o di somministrazione dell’ultima dose da oltre 4 mesi. Mentre il rischio è quattro volte minore per chi ha fatto il booster”.

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L’esperto prosegue spiegando che i non vaccinati hanno una probabilità di finire in un reparto di medicina quattro volte maggiore rispetto a chi ha fatto una sola dose di vaccino, rischiano circa 13 volte tanto rispetto a chi ha fatto la seconda dose da non più di quattro mesi, e il pericolo è 15 volte maggiore se confrontato a quello di chi ha fatto il booster. E i numeri non cambiano molto se si considerano i decessi. Spiega il matematico:

“Il rischio di morte per i non vaccinati è circa 20 volte superiore di quello a cui è esposto chi ha fatto la terza dose o solo la seconda da non più di quattro mesi”.

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Ma uno dei più esperti tecnici del ministro Speranza frena l’allarme. “I numeri del rapporto dell’Iss vanno soppesati bene perché ricoveri e decessi si riferiscono sempre a casi di infezioni verificatesi due o tre settimane prima, quando la Delta era ancora ben presente, mentre gli ultimi studi inglesi sembrano confermare una minore incidenza di morti e ricoveri indotti da Omicron”.

Non resta che attendere, dunque, per capire in che misura e fino a quando la curva dei contagi continuerà a salire.

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