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Strage del Mottarone, torna in libertà Tadini: aveva ammesso di aver manomesso i freni

Per il legale dell'ingegnere caposervizio della funivia precipitata è "un atto dovuto". Era l'unico indagato ancora ai domiciliari

Gabriele Tadini

globalist

25 Novembre 2021


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Nell’inchiesta sul Mottarone si è aperto un nuovo capitolo. Torna in libertà Gabriele Tadini, uno degli indagati per la strage della funivia  avvenuta il 23 maggio e nella quale hanno perso la vita 14 persone. L’ingegnere caposervizio della funivia si trovava ai domiciliari e i termini per la misura cautelare sono scaduti oggi.

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Tadini è il principale indiziato nella vicenda avendo confessato di aver inserito lui i forchettoni che hanno impedito ai freni di emergenza di entrare in azione.

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Nel provvedimento di revoca firmato dalla gip Elena Ceriotti si legge che il pm ha inoltrato richiesta “finalizzata alla dichiarazione di perdita di efficacia della misura in esecuzione ai sensi dell’art. 303 comma I”, rilevato che i termini massimi di custodia cautelare erano prossimi a scadere.

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Sono infatti ancora in corso le operazioni legate all’incidente probatorio sulla cabina precipitata al Mottarone il 23 maggio. La procura non ha ritenuto dunque di fare richiesta di proroga né di giudizio immediato nei confronti di Tadini.
“Si tratta di un atto dovuto”, ha detto Marcello Perillo, legale di Gabriele Tadini a commento della revoca dei domiciliari. Tadini era l’unico indagato sottoposto a una misura.

Il tribunale del Riesame, al quale si era appellato la procura di Verbania, ha recentemente stabilito anche per Luigi Nerini e Gabriele Perocchio la necessità dei domiciliari. I legali dei due indagati hanno però fatto ricorso in Cassazione quindi la misura è per il momento sospesa.

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