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Otto No vax indagati per istigazione a delinquere: "Facciamo esplodere il Parlamento, abbiamo l'indirizzo di Draghi"

Facevano parte del gruppo denominato "I guerrieri", nel quale parlavano di raid, anche armati, su tutto il territorio

Chat dei novax

admin

9 Settembre 2021


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Occorre fare attenzione perché adesso continueranno nella loro battaglia di odio e istigazione, ma per adesso le forze dell’ordine hanno agito nel tentativo di fermare una violenza che poteva appartenere solo ai no-vax più incalliti.

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Sono 8 le persone finite nel mirino della Procura di Milano, che coordina l’inchiesta sui no vax che su Telegram progettavano violenze contro i provvedimenti del governo.

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Gli indagati, che sono accusati di istigazione a delinquere aggravata, facevano parte del gruppo denominato “I guerrieri”, nel quale parlavano di raid, anche armati, su tutto il territorio.

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Avevano intenzione di colpire durante i cortei “No Green pass” a Roma dell’11-12/09.

La polizia ha eseguito perquisizioni in varie città nei confronti di attivisti No vax, che su un gruppo Telegram avevano ipotizzato di compiere azioni violente nel corso delle manifestazioni contro il governo. Otto persone, tra cui cinque donne, sono state denunciate per istigazione a delinquere aggravata. Nelle chat affermavano di conoscere l’indirizzo di Mario Draghi ed esortavano a “radere al suolo il Parlamento con tutti loro dentro”.

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Durante i controlli, gli agenti hanno trovato armi da fuoco, coltelli e bastoni. Le perquisizioni sono scattate a Milano, Bergamo, Roma, Venezia, Padova e Reggio Emilia. Oltre alle abitazioni, sono stati controllati anche pc, cellulari, tablet e account social. Le indagini, coordinate dalla Procura di Milano, sono state condotte dalla Digos e dalla polizia postale.

Gli indagati (5 donne e 3 uomini) sono membri attivi di un gruppo Telegram denominato “I guerrieri”, nel quale venivano progettate azioni violente da realizzare – anche con l’uso di armi ed esplosivi fai da te – in occasione delle manifestazioni “No Green pass” organizzate su tutto il territorio nazionale, in particolare quella in programma nella Capitale per le giornate dell’11 e 12 settembre.

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Le minacce di violenza nelle chat – “Quando andremo a Roma, i primi da aggredire sono i giornalisti”, si legge in alcune chat. Gli otto No vax indagati hanno invitato a “usare le molotov” (che non risulta possedessero) per “far saltare i furgoni delle tv”. Secondo quanto riferito in Questura a Milano, “per la stampa, ritenuta asservita al regime,  nutrivano un vero e proprio odio”.

L’indirizzo di Draghi e le minacce al Parlamento – In un messaggio diffuso dalla polizia, un attivista No vax ha fornito l’indirizzo dell’abitazione del premier Mario Draghi, precisando la provenienza da una “fonte non sicura”. In un altro passaggio delle chat, un utente progetta un attacco al Parlamento attraverso “un piccolo drone pilotato a distanza da uno dei tetti di Roma. Un 500 grammi di tritolo e lo lasci cadere durante una seduta. Non resterà nessuna prova e farà il suo effetto”.

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