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Il maltempo flagella la Sicilia: a Catania è ancora allerta arancione dopo la bomba d'acqua di ieri

L'allarme Coldiretti su Sicilia e Calabria: "20 bombe d'acqua in tre giorni". Casellati: "Serve strategia prevenzione"

Danni del maltempo al Sud
Danni del maltempo al Sud

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27 Ottobre 2021 - 11.20


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Il “Ciclone” Mediterraneo si è manifestato con tutta la sua forza distruttrice. Maltempo in Sicilia e alluvione a Catania, dove l’allerta meteo resta arancione anche senza pioggia, arrivato in città il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, dove in Prefettura parteciperà a una riunione con le Autorità territoriali e le Strutture Operative riunite nel Centro Coordinamento Soccorsi, dopo l’intensa ondata di maltempo che ha interessato la Sicilia Orientale e in particolare il capoluogo etneo. “Rispetto ad ieri abbiamo un incremento in termini di uomini giunti dalla Puglia che sono attrezzati per fronteggiare scenari alluvionali.
 Qualora tornassero a verificarsi, potremo dare ulteriori risposte”, ha spiegato il capo dei Vigili del fuoco di Catania, Giuseppe Biffarella prima dell’inizio del vertice in Prefettura.
Allarme Coldiretti su Sicilia e Calabria: “20 bombe d’acqua in 3 giorni” 
In appena tre giorni di maltempo si sono abbattute su Sicilia e Calabria ben venti bombe d’acqua che hanno causato vittime e danni nelle città e nelle campagne. E’ quanto emerge dal bilancio della Coldiretti sugli effetti dell’ultima ondata di maltempo che investito Calabria e Sicilia, sulla base dei dati dell’European severe weather database (Eswd).
“La regione più duramente colpita – dice la Coldiretti – è la Sicilia dove si è concentrata la quasi totalità dei nubifragi per un totale di 17 eventi estremi che hanno interessato le province di, Catania, Ragusa, Siracusa e Trapani. Gli eventi più devastanti si sono verificati a Linguaglossa in provincia di Catania dove domenica sono caduti 320 millimetri per una durata di 18,5 ore mentre lunedì a Catania le precipitazioni di lunedì sono durate 8 ore con la caduta di 127 millimetri di acqua mentre martedì sono caduti 98 millimetri con una durata della pioggia di ben 7 ore”.
In Calabria precipitazioni violente hanno interessato Mongiana in provincia di Vibo Valentia, Rocca forte del Greco in provincia di Reggio Calabria e San Giovanni in Fiore in provincia di Cosenza. Il risultato delle intense precipitazioni nella regione sono verdure e ortaggi affogati, piante di agrumi abbattute nelle campagne allagate dove è impossibile effettuare la semina ed è stata interrotta la raccolta delle olive ormai mature con danni incalcolabili per le aziende agricole.
I violenti temporali e tempeste di vento si abbattono su una regione come la Sicilia che ha il 92,3% dei comuni con parte del proprio territorio a rischio frane e/o alluvioni con i terreni che non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando allagamenti e smottamenti.
Una situazione che peggiora in Calabria dove si sale addirittura al 100% dei comuni. Il risultato strutture colpite, recinzioni e muri crollati e strade interrotte con difficoltà per la viabilità e per raggiungere le aziende. “Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, che compromettono anche le coltivazioni nei campi con costi stimati che hanno già superato i due miliardi quest’anno tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne”.
Casellati: “Serve urgente strategia di prevenzione” 
“L’alluvione che sta flagellando la Sicilia deve suonare come un forte campanello d’allarme e richiamare l’attenzione sulla necessità di una chiara e urgente strategia in materia di prevenzione dei rischi idrogeologici, perché nell’Italia che riparte e ricostruisce dopo la pandemia non si possono più tollerare ponti che crollano per frane, alluvioni, inondazioni”. Lo ha affermato il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, in apertura di seduta.
“Una strategia tesa a ripensare, rinnovare e soprattutto consolidare -ha aggiunto la seconda carica dello Stato- l’intero patrimonio infrastrutturale nazionale per creare le condizioni per scongiurare i tragici effetti di calamità naturali, come quella che si sta abbattendo sulla Sicilia e quelle che negli ultimi anni hanno colpito il Piemonte, la Liguria, il Veneto, il Trentino, la Toscana, l’Emilia Romagna, il Lazio, la Calabria e tante altre Regioni d’Ialia, provocando lutti e distruzioni”.
“Una riflessione -ha concluso Casellati- che desidero condividere in quest’Aula, nella convinzione che mettere davvero in sicurezza luoghi e cittadini sia l’unica risposta che come Istituzione Parlamento dobbiamo dare ad un’emergenza nazionale che non può essere sottovalutata”. L’Aula ha quindi osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime di disastri naturali.

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