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Aveva definito i vaccini "brodaglia": no-vax di Cremona indagato per istigazione alla disobbedienza su Facebook

Il 66enne Daniele Disingrini scriveva attraverso il gruppo pubblico Cremona Ancor. Anche le mascherine erano nel mirino: “Sono causa di lento ed inesorabile suicidio”.

Il no-vax di Cremona indagato
Il no-vax di Cremona indagato

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27 Agosto 2021 - 12.15


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Se la propaganda complottista della destra ha funzionato, qui ne abbiamo un chiaro esempio vivente.

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Un cremonese di 66 anni, convinto no vax, è il primo indagato dalla Procura della Repubblica di Cremona per “istigazione alla disobbedienza delle leggi, di ordine pubblico, in vigore a tutela della salute pubblica nel periodo di emergenza pandemica da Covid-19”.

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Una istigazione social, per il pm Lisa Saccaro, commessa attraverso il gruppo pubblico Cremona Ancor, la pagina Facebook dove il pensionato Daniele Disingrini ha pubblicato frasi che incitavano a non utilizzare le mascherine anti – Covid, definite “causa di lento ed inesorabile suicidio”.

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E ancora, scrive il pm, frasi “che definivano falsi i numeri dei decessi da Covid-19″, e “che descrivevano i metodi diagnostici della malattia come bufale create da una medicina che prende in giro tutti gli italiani. I vaccini? “Brodaglia”, secondo il cremonese inquisito al quale il pm ha appena notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

“A mio parere – il suo commento – ci troviamo di fronte ad una caso più unico che raro dove una persona viene portata in Tribunale per avere espresso delle opinioni, un fatto contemplato dalla nostra Costituzione. Se mi accusano di aver commesso un delitto per quelle frasi, mi pare che siano accuse estremamente leggere, sottili. Tutti gli italiani allora potrebbero essere, d’ora in poi, accusati”.

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