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Il vescovo tradizionalista: "Il ddl Zan sovverte la legge di dio e quella naturale"

Le parole incredibili del vescovo di Sanremo-Ventimiglia Antonio Suetta che dopodomani sarà a Roma per la manifestazione dedicata alla difesa della vita.

Monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-San Remo
Monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-San Remo

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20 Maggio 2021 - 17.40


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Le parole di una chiesta molto distante da Francesco ma che pure è presente e che si avvia verso un sinodo sofferto.
”Il ddl Zan” che contrasta l’omotransfobia ”sovverte la legge di Dio oltre che quella naturale”.


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Parole incredibili del vescovo di Sanremo-Ventimiglia Antonio Suetta che dopodomani sarà a Roma per la manifestazione dedicata alla difesa della vita.

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Suetta è noto per le sue posizioni tradizionaliste.
”Il ddl Zan sovverte la legge di Dio – precisa – non tanto nella parte in cui dice di perseguire e prevenire la discriminazione su cui siamo tutti d’accordo: che non si debba essere discriminati e perseguitati per nessuna ragione è un principio sul quale siamo tutti d’accordo ma questa legge c’è già”.
”Noi – annota il vescovo- dobbiamo insegnare il rispetto di tutti. La negatività grave della legge Zan è l’introduzione delle tematiche relative all’ideologia gender che rappresentano il sovvertimento della legge naturale e della legge di Dio. Della legge naturale perché un maschio è un maschio, una femmina è una femmina. Poi è evidente che ogni persona va rispettata per l’orientamento sessuale che esprime indipendentemente dalle valutazioni che ognuno può dare”.
Il vescovo Suetta torna anche sulle parole pronunciate nei giorni scorsi dal presidente della Cei (”il ddl Zan più che affossato va corretto”) e osserva: ”il cardinale ha detto nella sostanza quello che ho detto: se parliamo di prevenire ogni sorta di discriminazione non c’è nemmeno bisogno di dire che siamo tutti d’accordo, se invece si introduce un altro discorso, che è quello della ideologia gender, allora non possiamo essere d’accordo. Combattere la discriminazione è una ragione buona e condivisibile ma non si può fare passare maliziosamente altro. E ricordiamoci che la libertà di opinione viene punita solo nelle dittature”.

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