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Niente mascherine, baci e abbracci: il sabato irresponsabile di decine di persone nel torinese

La titolare della "Torteria" per il terzo sabato consecutivo non ha rispettato l’ordine di chiusura imposto dal prefetto di Torino, attirando decine di clienti per l'aperitivo

Assembramenti alla "Torteria" di Chivasso
Assembramenti alla "Torteria" di Chivasso

globalist Modifica articolo

26 Aprile 2021 - 10.14


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Esiste ancora chi non crede al Covid e pensa che si possa già tornare al periodo pre-pandemia, come se niente fosse successo in questo ultimo anno.

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Assembramenti, baci, abbracci all’aperitivo ‘disobbediente’ svoltosi alla Torteria di Chivasso, nel Torinese, il giorno 24 aprile: “Qua davanti con la mascherina non si sta” è uno dei mantra ripetuti.

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La titolare, come aveva preannunciato, non ha rispettato l’ordine di chiusura imposto dal prefetto di Torino.

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La Prefettura, già nei giorni precedenti, aveva minacciato denunce e multe per i partecipanti.

Quello trascorso è stato il terzo sabato di fila in cui la Torteria ha organizzato l’aperitivo disobbediente.

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Durante l’aperitivo le norme anti-Covid e di distanziamento non sono state rispettate:

baci, selfie e abbracci sono stati all’ordine del giorno.

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Nelle ore successive all’aperitivo, una trentina di partecipanti all’aperitivo sono stati identificati a distanza, destinatari di contravvenzione per l’inosservanza alle prescrizioni anti-Covid.

La proprietaria, si legge, viene segnalata alla Procura della Repubblica di Ivrea (Torino) per l’inosservanza del provvedimento di chiusura dell’esercizio disposto dal Prefetto di Torino, Claudio Palomba, nei giorni scorsi.

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Il prefetto Palomba ha commentato: “Sono stati compiuti diversi reati, il primo è il mancato rispetto dell’ordinanza che comporta non solo una sanzione amministrativa ma anche conseguenze penali. Provvederò a denunciare immediatamente la titolare, è un mio obbligo, e si procederà anche nei confronti dei partecipanti identificati: in molti erano sprovvisti di mascherina, alcuni sono entrati nel locale o erano provenienti da altri Comuni. Se l’attività amministrativa non è sufficiente, ci sarà quella penale. Verrà valutato tutto, anche se sono ipotizzabili gli estremi di epidemia colposa”. 

Le autorità hanno disposto 5 volte la chiusura del locale perché non rispettava la normativa dei vari Dpcm, e per cinque volte ha riaperto, nonostante le multe. E aggiunge:

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La scorsa settimana la titolare del locale, è stata denunciata per resistenza dai carabinieri.

Da par sua, la proprietaria afferma di aver studiato le leggi della costituzione e la carta dei diritti umani:

“Ho capito come potermi difendere e anche far valere i principi dell’autodeterminazione. Ma ho anche visto che gli altri Paesi aiutavano le attività economiche private colpite dalla pandemia in modo più incisivo rispetto a noi”.

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