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Il vescovo di Rieti: ''C'è una depressione in giro, al netto del Covid, che si taglia a fettine''

Monsignor Pompili: ''Ma non c'è solo una mancanza di vita: è anche un'assenza della percezione della morte''.

Vescovo Domenico Pompili
Vescovo Domenico Pompili

globalist Modifica articolo

4 Aprile 2021 - 14.24


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Il vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili alla Veglia di Pasqua ha detto: “C’è una depressione in giro, al netto del Covid, che si taglia a fettine”. ”Ma non c’è solo una mancanza di vita: è anche un’assenza della percezione della morte”, ha osservato. E, l’insieme delle due cose, ha denunciato, ”fa sì che la nostra sia una generazione rinunciataria, che ha ormai messo da parte questo aspetto e ritenendo superflua l’ipotesi di Dio. Per interpretare la vita e la morte, finisce per accontentarsi di surrogati, delle varie forme di dipendenza”.
Non è così per chi cerca Gesù, ha osservato il presule. Come presto scoprono le donne, non lo si trova nei luoghi della morte: ‘Il crocifisso è risorto, non è qui’. Da qui il monito di Pompili: ”Non fatevi abbrutire dalla paura, non lasciatevi inibire dalla paura, non rassegnatevi. Continuate a cercare perché la differenza fondamentale non è tanto tra credenti e non credenti nella Pasqua. La vera differenza è tra coloro che cercano e quelli che hanno smesso di cercare. Ricercatori si trovano anche tra quelli che dicono di non credere. E si trovano, ovviamente, anche tra quelli che credono. Ma è importante capire se noi siamo ancora cercatori o se abbiamo ormai deciso di non cercare più niente. Cercare è il segno che non ci sentiamo ancora rassegnati, ma abbiamo il desiderio di bene”.

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